|
|
L’esperienza dei giuristi romani è attualmente di grande utilità per la comprensione dei diritti moderni. È quanto ci vuole dire in questo libro Gianni Santucci, professore ordinario di Diritto romano presso l’Università degli Studi di Bologna.
L’opera trae origine da un percorso didattico e scientifico tenuto presso la facoltà giuridica dell’Università di Trento. Scopo della ricerca è «dimostrare in modo concreto come la conoscenza della prospettiva storica, in particolare del diritto romano e della tradizione romanistica, possa rivestire un ruolo essenziale nell’illuminare e rendere pienamente comprensibile figure e caratteri dell’esperienza giuridica odierna» (p. 99). Si tratta di capire il presente partendo da un passato che ha ancora molto da insegnare.
Il volume è uno studio approfondito su alcuni dei temi di maggiore rilievo dell’agere giuridico. Partendo dal concetto di diritto romano, che può assumere diverse connotazioni, si sottolinea non solo la storicità di quel percorso, ma soprattutto la sua attualità e vitalità. Tuttavia, non uno studio ripetitivo o spento può far comprendere l’importanza della disciplina, ma l’abilità nel saper cogliere quelle tracce che rimangono presenti nel sistema e indispensabili per l’ordinamento.
L’A. poi mostra come sia nella Relazione al Codice Civile sia nelle diverse pronunce giurisprudenziali si tengano presenti le fonti romanistiche per giungere a una corretta definizione della fattispecie. «In questa direzione – osserva Santucci – vi sono volte in cui il giudice italiano argomenta dal diritto romano in modo sostanziale, fondando anche su di esso le proprie rationes decidendi e si assiste per lo più – e aggiungerei per fortuna – a recuperi del diritto romano che illuminano in modo corretto e fecondo la coerenza fra il diritto romano puro, la tradizione romanistica e il diritto positivo» (pp. 26 s.).
Nei capitoli successivi l’A. approfondisce lo studio di alcuni dei princìpi cardine del sistema romanistico, come quelli dell’utilità dei contraenti, della diligenza nei rapporti obbligatori e dell’ingiustizia del danno. Essi sono accomunati dal filo rosso della responsabilità civile. Sono argomenti di grande attualità, che interessano le quotidiane esigenze della collettività.
Ma c’è di più. La ricerca allarga lo sguardo verso altre mete, facendo vedere come l’indagine di questo settore del sapere giuridico si presenti peculiare anche nel contesto europeo e sovranazionale: «Accade, infatti, che in diversi ordinamenti nazionali europei, al pari di quello dell’Unione Europea, il diritto romano talora sia richiamato e utilizzato nella dimensione giudiziale quale strumento interpretativo di norme o principi propri dell’ordinamento» (p. 25). I pareri dei giuristi romani entrano nelle singole fattispecie per far luce sulle necessità.
La lettura del volume risulta interessante e utile non solo per i giuristi, ma per chiunque voglia approfondire le proprie radici per trovare una risposta alle molte domande del presente.