RECENSIONE

DIRITTO DEI RAPPORTI TRA CHIESA E COMUNITÀ POLITICA

Bruno Esposito

Quaderno 4053

pag. 306 - 307

Anno 2019

Volume II

4 maggio 2019

Questo volume è frutto della ricerca e dell’insegnamento pluriennale di Jean-Pierre Schouppe, docente presso la Pontificia Università della Santa Croce. La tematica affrontata riguarda la materia che fu propria – ma solo in parte – di quella disciplina insegnata nelle Facoltà di Diritto canonico, denominata Ius publicum ecclesiasticum: externum.

L’opera è divisa in due parti. Nella prima – «Storia delle dottrine Chiesa-Stato e della loro applicazione» – vengono presentate le varie dottrine che nel corso dei secoli hanno compreso e indicato di che tipo dovessero essere i rapporti tra le due entità. Dottrine che, fino al Medioevo, hanno oscillato dal dualismo formulato da papa Gelasio I alle forme monistiche di supremazia di una parte e conseguente dipendenza dell’altra (cesaropapismo e teocrazia), mentre con l’Età moderna si assiste a una progressiva trasformazione, caratterizzata da un pluralismo cristiano basato sul principio politico cuius regio, eius et religio.

Il consolidamento degli Stati nazionali porterà sempre più a imporre la loro sovranità, a scapito dei legittimi diritti della Chiesa cattolica. Per questo ai loro pretesi iura maiestatica la Chiesa risponderà ricorrendo alla teoria della potestas indirecta. Di particolare interesse, al fine di ricostruire la storia dell’originario Ius publicum ecclesiasticum, è il capitolo IV, nel quale vengono analizzati criticamente i suoi elementi costitutivi, mostrandone l’inadeguatezza sostanziale, anche se essi possono apparire giustificabili in un determinato contesto storico.

La seconda parte dell’opera – «Profili giuridici attuali» – affronta diversi aspetti del diritto vigente e ha un carattere più tecnico. Innanzitutto vengono trattati i princìpi giuridici generali che disciplinano i rapporti Stato-Chiesa: ad esempio, dualismo pluralistico, sovranità, indipendenza e autonomia, mutua incompetenza, cooperazione e funzione magisteriale. L’A. considera anche i «sistemi misti» alle categorie classiche del confessionalismo, della separazione e della coordinazione.

I capitoli X e XI si concentrano sui «diritti nativi» della Chiesa cattolica, riaffermati nel primo Codice della Chiesa latina (1917). Schouppe presenta innanzitutto ognuno di essi, e poi – qui è l’originalità del suo lavoro – verifica in quale misura esso è o meno presente nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu), nel contesto della «libertà di religione istituzionale».

Interessante è la trattazione della soggettività internazionale della Santa Sede, sulla quale oggi permane non poca confusione, soprattutto in ambito culturale anglosassone, dove si è tentati di attribuire tale soggettività a the Vatican City. L’A. spiega che la Santa Sede, organo centrale di governo, agisce, in tempi e circostanze diverse, a volte a nome del nuovo Stato della Città del Vaticano (7 giugno 1929), a volte a nome della Chiesa cattolica. Fa notare che la soggettività giuridica internazionale è sempre e comunque quella della Santa Sede, intesa come esercizio del «munus petrino». Infatti, è sempre, e da sempre, la Santa Sede a detenere quei iura legationis et contrahendi che manifestano in modo indiscutibile la vera e propria soggettività internazionale, al di là dell’esercizio della sovranità su un popolo che si trova in un territorio.

Nello studio si parla anche della funzione della diplomazia pontificia e della presenza della Santa Sede nelle Organizzazioni internazionali, prestando particolare attenzione alle Ong di ispirazione cattolica, che hanno sostituito nel tempo le prime Organizzazioni internazionali cattoliche (Oic).

L’A. ripercorre le tappe principali della storia dei Concordati e presenta le principali regole che si applicano ad essi in quanto trattati bilaterali Vengono affrontate anche le problematiche inerenti al ruolo dei vescovi diocesani e delle Conferenze episcopali nella conclusione e nell’attuazione degli accordi con le autorità civili.

L’ultimo capitolo è riservato all’organizzazione dello Stato della Città del Vaticano. Dopo aver ricordato gli aspetti salienti della «Questione romana» fino ai Patti Lateranensi, l’A. descrive l’ordinamento giuridico vaticano nella sua prima configurazione (1929), nella sua ristrutturazione con la Legge fondamentale del 2000, fino alle principali riforme strutturali di papa Francesco negli ultimi anni in materia economica e finanziaria (2013-15).

 JEAN-PIERRE SCHOUPPE
Diritto dei rapporti tra Chiesa e comunità politica. Profili dottrinali e giuridici
Roma, ESC, 2018, 392, € 35,00.

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