RECENSIONE

DEUTERONOMIO

Fernando Chica Arellano

Quaderno 4044

pag. 617 - 618

Anno 2018

Volume IV

15 Dicembre 2018
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Questo libro vuole aiutarci a comprendere uno dei testi importanti della Sacra Scrittura, il Deuteronomio. Il suo autore, Carlos Granados, è un professore dell’Antico Testamento presso l’Università ecclesiastica San Dámaso di Madrid.

Il volume si apre con l’Introduzione, che spiega come il Deuteronomio abbia la particolarità di presentarsi come una sorta di «ripetizione»: si ripetono i contenuti che già si conoscevano dai libri precedenti, come il Decalogo (Dt 5), o altre leggi che tornano a presentare i precetti già promulgati nel libro dell’Esodo; vengono ripetute anche alcune narrazioni, come quella del vitello d’oro o del cammino attraverso il deserto. Di fatto, «Deutero-nomio» in greco significa «seconda legge», volendo indicare con questo un secondo ritorno alla Torah stessa.

Granados spiega come tale «ripetizione» intenda soprattutto reinterpretare gli eventi approfondendoli. «La ripetizione –  dice l’autore – ha una funzione educativa fondamentale. Nei tempi antichi essa era indubbiamente l’elemento principale per l’apprendimento. È interessante notare che il Deuteronomio stesso assume la ripetizione come un modulo stilistico e letterario per educare il lettore e ripete costantemente gli stessi temi e le stesse formule con un’omogeneità di linguaggio che non è sinonimo di povertà concettuale, ma piuttosto una scelta pedagogica per dire l’unica fonte e verità del suo discorso» (p. 104).

Nella parte introduttiva del commento vengono spiegati la forma letteraria del libro, la sua formazione storica, la sua struttura e il suo stile. Inoltre, vengono presentati cinque punti importanti per comprendere questo libro: 1) il Deuteronomio propone un insegnamento per formare un popolo; 2) il grande tema del libro è l’«unità» (unità di Dio, unità di Israele, unità dell’uomo che adora Dio con tutto il suo cuore); 3) il Deuteronomio sviluppa una teologia dell’alleanza; 4) è un libro strutturato intorno al culto, alla festa e alla gioia; 5) è un libro che presenta una vera «teologia della fraternità».

Il commento dell’autore si sviluppa seguendo i 34 capitoli del libro. Egli analizza accuratamente il testo sacro, interpretandolo secondo le chiavi di lettura fornite nell’Introduzione. In primo luogo, viene analizzato il testo e la sua struttura. Poi viene fatta l’esegesi di ogni versetto, tenendo conto della semantica delle parole, del loro contesto biblico e del contesto storico. In terzo luogo, viene presentata l’attualizzazione del testo, mostrando la continuità e il compimento del Deuteronomio nel Nuovo Testamento.

Il metodo di lettura adottato dall’autore è quello «canonico», nel senso che il libro viene collocato nel quadro della tradizione biblica, viene letto cioè a partire dalla fede nel Dio dell’alleanza, che si è rivelato al popolo d’Israele in una storia di salvezza. Ma l’autore è attento anche ai dati forniti dall’archeologia, dalla storia e dalla filologia, che vengono trattati con rigore scientifico. Infine, egli è molto interessato a mostrare nei testi quegli elementi – la festa, il culto, la prova, la sofferenza, l’amore ecc. – che, in quanto esperienze umane, preparano la via per la rivelazione di Dio e diventano luoghi di incontro con lui.

Il Deuteronomio, come ci viene presentato in questo commento, è un libro sapienziale, che ci fa «gustare interiormente» la storia, permettendoci così di riconoscerne il significato. Mosè è un profeta (Dt 18,15) e, al tempo stesso, un maestro di saggezza, che comunica a Israele un insegnamento – è questo il significato di Torah –, un cammino di vita e di senso alla luce della parola di Dio.

ARLOS GRANADOS GARCÍA
Deuteronomio
Madrid, Biblioteca de Autores Cristianos, 2017, 474, € 28,00.

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