RECENSIONE

CONFERENZE SUI DOVERI ECCLESIASTICI

Roberto Cutaia

Quaderno 4039

pag. 94 - 96

Anno 2018

Volume IV

6 Ottobre 2018
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Per gli uomini le vie di Dio sono arcane. Infatti Dio ha sublimato un sordo come Ludwig van Beethoven, facendogli comporre alcune tra le più belle sinfonie che l’umanità possa oggi ascoltare e ha permesso l’umiliazione di un grande pensatore come il beato Antonio Rosmini (1797-1855), nonostante la sua ammirevole obbedienza al Papa. Di fatto, il «prete roveretano» (così amava firmarsi Rosmini) torna oggi ad essere annoverato tra le più autorevoli menti filosofiche e teologiche italiane.

Ecco quindi un prezioso strumento risanatore e rinnovatore del ministero sacerdotale nella Chiesa del nostro tempo: il 47° volume dell’Opera omnia di Rosmini, dal titolo Conferenze sui doveri ecclesiastici. Esse vennero pubblicate per la prima volta nel 1880, venticinque anni dopo la morte dell’A., nella forma di 20 conferenze ordinate dallo stesso Rosmini per un’eventuale stampa. Annota il curatore nell’introduzione: «A distanza di centottant’anni dai primi abbozzi del 1838, […] l’inserzione delle Conferenze nell’Edizione nazionale e critica rende giustizia ad uno scritto che – lungi dall’essere un’opera minore di Rosmini – mostra del Beato il volto autentico e più essenziale, quello sacerdotale».

Le 20 conferenze si completano a vicenda e vertono tutte su un unico tema: i doveri sacerdotali, che Rosmini compendia in quello della santità. Esse furono preparate per predicare gli Esercizi spirituali rivolti soprattutto ai giovani preti in diverse diocesi del nord Italia, tra il 1838 e il 1845, secondo il metodo di sant’Ignazio di Loyola. E il lettore potrà scorgere – pagina dopo pagina – come il prete roveretano sia riuscito a coniugare l’infinito tesoro della Sacra Scrittura con la grande tradizione dei Padri della Chiesa e con l’attenzione riformatrice del Magistero in circa duemila anni di storia della Chiesa.

L’excursus proposto da Rosmini è una vera miniera, che permette ai sacerdoti di scandagliare ogni aspetto della propria vita sacerdotale, a partire dall’esame di coscienza, dove «il primo passo che ci conduca ad una riforma di noi stessi si è quello di entrare oltracciò nel nostro cuore» (p. 58); «egli dee esser anche forte, cioè noi non possiamo esaminar bene la nostra vita, se non siamo coraggiosi, discoprendo negli aditi più riposti, e per così dire nelle spelonche più cupe del nostro cuore quelle fiere di peccato, che continuamente tendono di nascondervisi» (p. 69).

Poi viene messa in evidenza l’importanza della preghiera per il sacerdote, «onde avviene che il primo di tutti i doveri, e il più grande che abbia il sacerdote si è quello di essere uomo di orazione» (p. 79).

Quindi il modo di celebrare Messa: «Egli dee essere dunque unito ed incorporato a Cristo, partecipare Cristo, andar pieno e riboccante dello spirito di Cristo» (p. 120).

Rosmini parla in particolare del disinteresse del sacerdote: «È un uomo consacrato al culto divino. Il sacerdote deve essere distaccato da tutte cose basse e terrene. Egli non ha pensieri per queste, perché li ha dedicati a Dio; egli non ha tempo da dare alle terrene sollecitudini, perché anche il tempo di lui è di Dio, come è di Dio il suo corpo, l’anima sua e tutte le sue potenze» (p. 151).

Quella di Rosmini è una «strategia» di santificazione priva di compromessi: «Due sublimi e divine potestà furono a noi conferite nell’ordinazione sacerdotale, quella di consacrare il pane ed il vino, e quella di rimettere e di ritenere i peccati. La prima riguarda il corpo reale di Cristo, che si sacrifica in sull’altare, la seconda il corpo mistico formato da’ fedeli, i cui peccati noi possiamo rimettere o ritenere» (p. 303).

Concludiamo questa breve sintesi sulla dignità del sacerdote tratteggiata da Rosmini con questa sua esortazione ai fedeli: «Non solo al sacerdote, ma anche al semplice fedele vien prescritto di non doversi fermare nella via dello spirito, ma di dover ogni dì trarsi più avanti; perocché è troppo vero ciò che dicono costantemente i maestri di spirito, che chi non va innanzi per questa strada, va indietro. Quanto più il sacerdote» (p. 416).

ANTONIO ROSMINI
Conferenze sui doveri ecclesiastici
a cura di LUDOVICO GADALETA
Roma, Città Nuova, 2018, 576, Є 55,00.

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