LA VIA DI IGNAZIO DI LOYOLA

Un ritratto spirituale di «opposizioni dialettiche»

Quaderno 4045

pag. 71 - 83

Anno 2019

Volume I

5 gennaio 2019

ABSTRACT – Ignazio nasce nel 1491: la Spagna, con una mentalità ancora cavalleresca, sta completando la «riconquista» dei suoi territori e assicurando al tempo stesso la sua unità e il trionfo della sua fede; i re si ritengono investiti di una missione divina. Muore nel 1556, nel pieno slancio di un Rinascimento che è riuscito a imporre una nuova concezione dell’uomo e del suo rapporto con Dio. Fra queste due date, c’è la lenta evoluzione di una persona che scopre progressivamente verso quale forma di vita è «soavemente» condotta: ha una forza, venuta dall’alto, che la fa passare dal servizio di un re al servizio di Dio, da Gerusalemme a Roma, dagli interessi particolari ai compiti universali. Di questa forza interiore Ignazio stesso rive­la il segreto: il nome di «Gesù Salvatore degli uomini», espresso con le tre lettere IHS.

La personalità di Ignazio è fatta di contrasti, la cui unità si realizza grazie all’equilibrio dell’azione. Rigore della ragione e gusto delle «grandi cose»; fermezza e tenerezza; «determinazione fissa e immutabile come un chiodo vigorosamente piantato» ed estrema flessibilità davanti alle situazioni e alle persone; sguardo sempre rivolto verso ciò che è più universale, e passione quasi scrupolosa per il particolare apparentemente infimo. Il teologo gesuita Hugo Rahner ha affermato che «non possiamo mai parlare correttamente di Ignazio se non per opposizioni dialettiche».

La conversione di Ignazio e il suo impegno per il servizio di Dio cominciano dopo una ferita subita a Pamplona. Emerge forte la sua percezione dell’unità nella creazione. P. Gerolamo Nadal, stretto collaboratore e compagno del Santo, esprimerà poi così questo suo ideale: «In tutte le cose, azioni e conversazioni, egli sperimentava e contemplava la presenza di Dio, e aveva una sensibilità raffinata per le realtà spiri­tuali, essendo contemplativo nella sua stessa azione [simul in actione contemplativus]. Il suo modo preferito di esprimere questo era: biso­gna trovare Dio in tutte le sue cose».

Con i primi compagni, sempre attento all’azione dello Spirito, egli costituisce il nuovo Ordine. Negli Esercizi Ignazio invita a liberarsi da ogni «attaccamento» prima di prendere decisioni. L’illuminazione di Manresa lo spinge all’apostolato universale sotto la guida del Papa. I due atti più importanti sono il distacco dell’Ordine dalle tradizioni monastiche e lo spirito di unione nella «comunità di compagni».

In tutte le cose, anche nella redazione delle Costi­tuzioni della Compagnia di Gesù, Ignazio lascia agli altri il compito di portare a termine l’iniziativa che ha preso. Anche questa incompiutezza è una delle caratteristiche di Igna­zio. L’opera che egli compie gli sembra sempre incompleta, e de­sidera che rimanga tale, per evitare che essa, completata, spezzi il movimento che l’ha fatta nascere.

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THE WAY OF IGNATIUS OF LOYOLA. A spiritual portrait of “dialectical oppositions”

This article analyzes the life, work and spirituality of the saint. His long convalescence after the wound in Pamplona leads Ignatius to conversion and commitment to the service of God. With the first companions, always attentive to the action of the Spirit, he constitutes the new Order. In the Exercises he invites us to free ourselves from all “attachment” before making decisions, and teaches us to “love God in all things and all things in God.” The illumination of Manresa pushes him to the universal apostolate under the guidance of the pope. The two most important acts are the separation of the Order from the monastic traditions and the spirit of union in the “community of companions.”

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