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LA SACRA SCRITTURA E L’IMPEGNO SOCIALE DELLA CHIESA

La Sacra Scrittura e l’impegno sociale della Chiesa

card. Michael Czerny - Christian Barone

Quaderno 4126

pag. 321 - 327

Anno 2022

Volume II

21 Maggio 2022
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Una circolarità inesauribile

In un breve aneddoto tramandato dalla tradizione chassidica si narra che «un giorno un giovane discepolo si avvicinò al suo vecchio maestro e gli disse: “Come mai, nei tempi antichi Dio appariva spesso ai nostri padri, ad Abramo, ad Isacco, a Giacobbe, a Mosè e a tanti altri? Oggi, invece, nessuno lo vede più”. Il vecchio rabbino rifletté a lungo, poi rispose: “Perché noi, non sappiamo più chinarci abbastanza in basso”».

Questo racconto si presta a molteplici interpretazioni, ma, fra tutte le possibili spiegazioni, è bello richiamare quella che ci riporta alla necessità di avvicinarci a Dio assumendo uno sguardo «dal basso». Per scoprire il volto di Dio, per accedere alla sua rivelazione, bisogna chinarsi sulla terra, cercarlo in mezzo agli uomini, perché egli «venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Leggere la Sacra Scrittura «dal basso» significa abbassarsi sull’uomo, scendere nell’abissale profondità del suo limite. Come afferma il salmista: «L’intimo dell’uomo e il suo cuore: un abisso!» (Sal 64,7).

La Bibbia testimonia che la storia umana è il «luogo» in cui Dio ha scelto di rendersi visibile e conoscibile attraverso il suo agire in favore dell’umanità. Per questo egli si rivela come il Dio di «qualcuno»: di Abramo, Isacco, Giacobbe, di tutto il popolo di Israele e, infine, «nella pienezza dei tempi» (Eb 9,26), di Gesù Cristo.

Per inquadrare in modo corretto il rapporto tra Sacra Scrittura e impegno sociale della Chiesa occorre anzitutto evidenziare la circolarità inesauribile, la comunicazione «pasquale» che viene a stabilirsi nell’economia della salvezza tra Creatore e creatura, tra immanenza e trascendenza, tra Dio e mondo: è l’esodo della Trinità verso l’uomo e dell’uomo verso la Trinità.

In altri termini, la storia degli uomini e dei popoli, la vita concreta di persone imperfette, con i loro drammi e le loro vittorie, «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce» (Gaudium et spes [GS], n. 1), è il luogo del travaglio della redenzione, è il terreno in cui mediante Cristo è seminato il germe della vita nuova. Lo afferma san Paolo, quando scrive che…

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