LA CORRIDA: TRA QUESTIONE MORALE E ANTROPOLOGICA

Quaderno 3901

pag. 41

Anno 2013

Volume I

5 gennaio 2013

La corrida si deve abolire o può continuare a essere praticata? L’articolo richiama le ragioni per capire ciò che Hemingway, nella sua opera Morte nel pomeriggio, spiega come il desiderio di interessarsi alla morte e di sfidarla. La Chiesa ha pronunciato il suo «no» alla corrida nel secolo XVI, ma le varie interpretazioni teologiche e culturali non hanno mai inteso il divieto in senso assoluto. La corrida si svolge secondo i tre atti di una tragedia greca in cui il tempo cronologico lascia spazio a quello del rito pagano. È un atto di negazione della vita, in cui l’uomo sfida la morte. La crisi della corrida è avvenuta quando la si è trasformata in uno sport e politicizzata; inoltre, solamente il 15% dei giovani spagnoli sono interessati a questa tradizione. Per la cultura spagnola si tratta di un atto catartico, di purificazione. Uscendo dall’arena, ci si sente svuotati, ma dalla morte non ci si salva così.