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LA COREA DEL SUD DOPO LA «RIVOLUZIONE DELLE CANDELE»

Quaderno 4028

pag. 124 - 136

Anno 2018

Volume II

21 aprile 2018

ABSTRACT – A partire dal «miracolo sul fiume Han» che ha portato dalle rovine della Guerra di Corea (1950-53) e dal trauma della divisione del paese verso un rapido sviluppo economico e industriale e alla democratizzazione politica con il referendum nazionale del 1987, le luci e le ombre che accompagnano lo sviluppo della nazione sudcoreana riflettono le divisioni esistenti in seno alla società civile. Le vecchie ferite sono molte e spesso ancora irrisolte: il problema dei collaborazionisti all’occupazione giapponese, i regimi militari dittatoriali succedutisi dal 1961 al 1992, l’irruzione dolorosa del libero mercato neoliberista del Fmi nell’economia del paese nel 1998, il fallimento dei governi partecipativi a guida del Partito democratico negli anni 1998-2008, gli irresponsabili e corrotti governi conservatori e neoliberisti di Lee e Park degli anni 2008-2017.

La «Rivoluzione delle candele» del 2017 nata come una preghiera nazionale per manifestare la resistenza nonviolenta alla presidente Park, si è evoluta in un movimento culturale e popolare nonviolento, provocando un legittimo e pacifico avvicendamento del potere politico. I loro 6 mesi di raduni di massa, nell’aspro inverno 2016-17, hanno aperto una nuova fase politica, rivelandosi un’espressione di «sovranità popolare sulla nazione». Il nuovo presidente Moon Jae-in, cattolico praticante, eletto con il 41% dei voti, ha avviato numerose riforme.

Sul piano internazionale il Paese è sottoposto alla pressione esterna del mercato globale neo-liberista e capitalista, e alla contemporanea minaccia alla sicurezza che le viene dalla Guerra fredda tra le due Coree. Ma il governo lavora per l’integrazione nazionale e internazionale, per esempio ospitando a Pyeongchang le Olimpiadi invernali del 2018: le delegazioni sud e nordcoreane hanno stretto accordi riguardo alla pacifica co-partecipazione ai Giochi olimpici invernali. L’atmosfera di riconciliazione delle olimpiadi ha spianato la strada a un nuovo vertice tra i leader delle due Coree, che avverrà alla fine di aprile di quest’anno, favorendo poi un altro incontro, quello tra Kim Jong-un e Donald Trump, forse a fine maggio.

In tutto questo processo la Chiesa cattolica, dalla seconda metà del ‘900, ha notevolmente accresciuto il suo prestigio e il suo ruolo sociale, offrendo un significativo contributo nel confronto democratico nazionale del 1987. Nel 2014 e nel 2015 ha animato la continua accensione di candele votive a sostegno delle famiglie in lutto per il disastro del traghetto Sewol e contribuendo alla «Rivoluzione delle candele». Oggi la Chiesa cattolica coreana ha il compito di guidare le persone verso strade di integrazione in cui la giustizia possa baciare la pace (Sal 85,11).

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SOUTH KOREA AFTER THE «CANDLE REVOLUTION»

South Korea experienced a drastic change with the «Candle Revolution» in 2017. The new government is seeking to introduce reforms to address the nation’s chronic ills and is pursuing new solutions for geopolitical and diplomatic problems. After tracing the history of the two faces of Korean society – the conservative groups and the progressive groups -, the article focuses on the prospects for national integration and peace, on the possibility of dialogue with North Korea, the Church’s commitment to provide humanitarian assistance to those in need and to promote peace on the Korean peninsula. The Author is Professor of Sociology at Sogang University in Seoul

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