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“IO SONO SOLO UN RAGAZZO”

Meditando sui giovani con i re Davide e Salomone

Quaderno 4033

pag. 3 - 13

Anno 2018

Volume III

7 luglio 2018

ABSTRACT – È possibile fare affidamento sui giovani? Non è forse rischioso dare delle responsabilità a chi non ha maturato esperienza? Anche il profeta Geremia, davanti alla missione che Dio gli affida, si schermisce e si oppone, adducendo a motivo la sua giovane età. D’altra parte, la Scrittura offre ritratti significativi di giovani scelti dal Signore, Geremia incluso, per realizzare il suo disegno di salvezza. Il punto di vista è quello di un Dio che non si spaventa davanti all’età dei suoi interlocutori, ma fa affidamento proprio sui giovani.

Come ha ricordato papa Francesco nel recente incontro pre-sinodale con i giovani: «In tanti momenti della storia della Chiesa, così come in numerosi episodi biblici, Dio ha voluto parlare per mezzo dei più giovani […]. Nei momenti difficili, il Signore fa andare avanti la storia con i giovani».

Vi sono due episodi biblici esemplari. Dopo il lungo periodo dei giudici, gli anziani chiedono a Samuele un re che li governi al pari degli altri popoli (cfr 1 Sam 8,5). La scelta ricade su Saul, il quale, dopo un inizio promettente, si rivela un sovrano disobbediente e ribelle. Dio arriva così a pentirsi di averlo collocato sul trono di Israele. E così invia Samuele a ungere un nuovo re, il più inatteso. Mentre gli adulti, infatti, tra gli 8 figli di Iesse non fanno caso al piccolo Davide, il Signore è capace di riconoscere in lui un vero pastore per il suo gregge. Dio infatti non solo vede il cuore, ma vede anche «secondo il cuore», cioè attraverso una visione profonda, non superficiale, che si ferma all’apparenza. Nel corso della narrazione Davide sarà chiamato a mostrare forza e coraggio, abilità nelle armi e saggezza, sapendo che il Signore è con lui: l’elezione di Dio si unisce ai talenti personali, anch’essi doni di Dio.

E poi c’è la vicenda del successore di Davide, suo figlio Salomone. Anch’egli, come Geremia, interpellato in sogno da Dio, esprime la propria preoccupazione di essere schiacciato da responsabilità troppo pesanti per le sue gracili spalle, eppure sa la cosa giusta da chiedere al Signore: un cuore che ascolta. Paradossalmente la sua saggezza comincia proprio qui, nel mostrare uno spirito umile e assennato, che lo dispone ad accogliere la Sapienza.

Nel libro dei Proverbi, l’essere giovani è accostato a inesperienza e a mancanza di giudizio (cfr Pr 7,7). L’elezione di Davide e quella di Salomone rovesciano decisamente questa prospettiva. È la rivelazione di un Signore che ha fiducia nel futuro e nella vita e non teme le novità che il domani porta con sé: «Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?» (Is 43,19).

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«I AM ONLY A LITTLE CHILD». A meditation on youthhood with kings David and Solomon

Scripture offers significant portraits of young people chosen by the Lord to implement His plan of salvation. The point of view is that of a God who is not scared off by the age of his interlocutors; in fact, He even relies on young people. While adults do not pay attention to little David, the Lord is able to recognize in him a true shepherd for his flock. Solomon believes he is just a boy, even though he has become king. When he is questioned in a dream by God, he expresses his concern of being crushed under the weight of responsibilities too heavy for his slender shoulders, yet he knows what to ask from the Lord: a heart which listens.

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