«Il traguardo del cammino dell’universo è nella pienezza di Dio, che è stata già raggiunta da Cristo risorto, fulcro della maturazione universale». Così si esprime Papa Francesco nella sua enciclica Laudato si’ (LS), n. 83. In nota, il riferimento si fa esplicito sulle radici di questo pensiero: «In questa prospettiva si pone il contributo del P. Teilhard de Chardin».
Teilhard (1881-1955), gesuita, antropologo e figura spirituale di grande rilievo, ha attraversato le tensioni forti di un Novecento complesso, segnato da guerre, ideologie e grandi scoperte[1]. La sua è stata una vicenda singolare. Il suo pensiero di «frontiera», capace di confrontarsi con i fermenti più vivi e complessi della sua epoca, non è stato esente da fraintendimenti. Ma quel che oggi rimane a noi come eredità è il suo tentativo di mettere insieme la conoscenza di Cristo e l’idea di evoluzione.
Dopo aver presentato in una sintesi estrema il suo pensiero, qui proveremo a illustrare il percorso della ricezione che esso ha avuto nel magistero pontificio da Paolo VI a Francesco. Quindi ci concentreremo su un punto, messo in evidenza da Benedetto XVI e implicitamente ripreso nell’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco: il sacerdote e la sua azione di «salvezza universale» che coinvolge il cosmo. E infatti, da sacerdote, Teilhard pregava così: «Io, o Signore, per la mia umilissima parte, vorrei essere l’apostolo, e (per così dire) l’evangelista del tuo Cristo nell’Universo. — Vorrei, con le meditazioni, la parola, con la pratica dell’intera mia vita, rivelare e predicare le relazioni di continuità che fanno, del Cosmo in cui ci muoviamo, un ambiente divinizzato dall’Incarnazione, divinizzante dalla comunione, divinizzabile dalla nostra cooperazione»[2].
L’universo, un immenso moto ascensionale
Non è facile sintetizzare il pensiero di Teilhard. Egli parla della storia del mondo nei termini dello sviluppo di un unico disegno che, a partire dalla creazione, va verso il Punto Omega, il fine della storia, indicato da Cristo risorto, e così ci accompagna a vedere il succedersi delle diverse tappe della vicenda del nostro pianeta. C’è il formarsi della litosfera, del nucleo della Terra ancora senza vita; poi attorno ad essa si sviluppa la pellicola sottile ma dinamica della biosfera, vegetale e animale; poi, con l’ominizzazione e l’avvento della specie umana, abbiamo un nuovo strato, fragile e sottile, in cui si sviluppa il pensiero: è la noosfera, la sfera della conoscenza. Commentando il pensiero di Teilhard, il cardinale Christoph Schönborn ha descritto questo sviluppo
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