Facciamo un giro
Quando le ultime truppe dell’esercito di Filippo VI lasciarono Calais, alla città non rimase altra scelta se non consegnare le proprie chiavi, nella speranza che le vite dei suoi abitanti venissero risparmiate quale riconoscimento dell’eroismo mostrato nell’assedio. Ma l’Inghilterra, desiderosa di ricompensare le ore trascorse in quella campagna bellica e le vite dei suoi uomini, non aveva intenzione di rinunciare a quel tributo di sangue. Sebbene alcuni dei suoi cercassero di convincerlo ad accettare la capitolazione, Edoardo III pose la condizione che la sottomissione della città venisse pagata con il sacrificio di sei notabili. Quando il sindaco di Calais radunò la popolazione per comunicare i termini richiesti per l’accordo, i cittadini piansero e si rinchiusero in un silenzio disperato. A quel punto uno dei patrizi più ricchi, Eustache de Saint-Pierre, si alzò e si disse pronto ad andare. Dopo di lui fecero altrettanto altri cinque uomini illustri, completando così quel corteo di morte che, in cambio delle chiavi della disfatta, avrebbe portato lo strumento della salvezza.
A ricordare quella giornata del 1347 – illustrata dall’eroismo di sei persone, alle quali, pur di ottenere il perdono regale al resto dei concittadini, non importò di rinunciare alle proprie vite e ai propri interessi – c’è tuttora una monumentale scultura in bronzo di Auguste Rodin, così espressiva che si direbbe modellata a mani nude mentre ancora era incandescente. Che epoca buia, quel Medioevo che ha dato tanti personaggi degni di un piedistallo[1]!
Quando noi oggi ci accostiamo a racconti di questo tipo, ci si presentano molte prospettive. Certamente una delle prime reazioni è un misto di ammirazione e di nostalgia. Ma come mai proviamo simili sentimenti di fronte a un episodio triste, segnato dal pericolo e dalla guerra? Forse abbiamo nostalgia dell’onore, del valore, del sacrificio… Ma soprattutto proviamo ammirazione per la verità racchiusa in quel fatto. Non è improbabile che sorga in noi la domanda: quanti dei nostri leader sarebbero capaci di questo atto eroico? Quanti, dopo aver visto tanti scandali nella distribuzione dei vaccini nell’attuale pandemia, avranno compreso che i loro privilegi non sono stati concepiti per proteggerli, ma per indurli a prodigarsi per gli altri?
Quali parole possono definire la nostra epoca? Il coraggio omerico, la cavalleria medievale, il lume della scienza, la spiritualità ottocentesca, l’orrore della contemporaneità… Quali parole useremo per definire l’attualità, il tempo presente, gli anni trascorsi dalla fine delle guerre mondiali, la caduta del Muro,
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