«AD ASTRA», DI JAMES GRAY

Quaderno 4081

pag. 83 - 88

Anno 2020

Volume III

4 Luglio 2020
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Il contesto dell’articolo. Nonostante sia di pregevole fattura, Ad Astra, di James Gray, è un film che ha incontrato in Italia una critica cinematografica molto severa, anche per le molte eviden­ti, o perfino dichiarate, citazioni che hanno fatto «storcere il naso». Chi invece ha accolto con interesse i ricchi contenuti del film ne ha lo­dato il coraggio dell’espressione. 

Perché l’articolo è importante?

L’articolo riassume la trama della pellicola, traendone vari spunti di riflessione, stimolati dalle vicende e dall’evoluzione personale del protagonista del film.

Per la qualità della sua proposta educativa c’è chi addirittura lo ha inserito nel ciclo «15 racconti di eroi del quotidiano» per le sale di comunità e nella rassegna dedicata alla 54a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, come film che può «far riflettere e ha una sua funzione educativa», secondo un messaggio caro a papa Fran­cesco, racchiuso anche nel verset­to del libro dell’Esodo: «perché tu possa fissare nella memoria e rac­contare» (Es 10,2).

Proprio nelle schede preparate dalla Commissione nazionale valutazione film della Conferenza episcopale italiana per presentare il ciclo di pellicole citato, leggiamo: «L’opera, ammanta­ta di un alone avventuroso sulle frontiere dello spazio, è in verità un diario di bordo, un racconto del protagonista e delle sue frat­ture, degli irrisolti esistenziali, a cominciare dalla famiglia. Un vi­brante viaggio nel cuore del co­smo, che si rivela un viaggio nel cuore e nell’animo umano in cerca di pace e riconciliazione».

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“AD ASTRA”, BY JAMES GRAY

Despite being the result of valuable craftmanship, Ad Astra, by James Gray, is a film which leaves a first impression of an excessive sensation of what has already been seen; yet, following a second viewing, its content becomes more imposing, and which force the viewer to reflect not only on the destiny of humanity in general, but on the inner growth of the individual. For the quality of its educational proposal in helping to “fix in the memory and tell”, the film was included in the 54th World Communications Day review.

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