RECENSIONE

THE END

Bioetica narrativa

Danilo Campanella

Quaderno 4074

pag. 617 - 618

Anno 2020

Volume I

21 Marzo 2020
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Negli ultimi decenni il tema del dolore e della morte si è fatto sempre più pressante. Da un lato, questo interesse è nato in concomitanza con lo sviluppo della società industrializzata, che ha messo al suo centro il concetto di mercato e quindi di merce, consumo, edonismo e «qualità» (della vita). La vita è tale soltanto quando possiamo godercela appieno? Dall’altro lato, il liberalismo e la laicità insieme hanno spinto verso una «libera scelta» in ogni ambito sociale, sottolineando il motivo del rispetto della libertà del singolo.

Questa libertà è stata evidenziata dagli araldi del pensiero liberale, in particolare per quanto riguarda le questioni inerenti l’aborto e l’eutanasia, l’inizio e il fine vita. Dal tempo in cui Fritz Jahr parlò di «imperativo bioetico» (1927), di kantiana memoria, a oggi la bioetica si è dedicata in maniera sempre più viva ai delicati temi che riguardano ognuno di noi.

Il libro di Cattorini presenta 30 recensioni cinematografiche, in cui vengono egregiamente sottolineati i temi narrativi – presenti in alcuni film – attinenti alle questioni bioetiche. Come specifica lo stesso autore nell’Introduzione, la funzione della critica narrativa consiste nel «riconoscere e analizzare le forme e i contenuti dell’esplorazione artistica, evidenziando i pregi, i limiti e le contraddizioni di un testo e fornendo al comune spettatore gli strumenti culturali per articolare e giustificare una comprensione e un giudizio più profondi in merito all’opera».

Il mistero e la tutela della vita, il dolore, lo scandalo del male risentono della maestosa amplificazione di celebri ucronie, quali l’amore impossibile fra specie diverse in La forma dell’acqua (2017), l’amore per un malato terminale in È solo al fine del mondo (2016), il fine vita dei replicanti non più utili al lavoro in Blade Runner (1982, e successivo sequel), e altri ancora.

Nel primo capitolo l’autore mostra come il cinema abbia a che fare con l’etica, o «in che modo, più precisamente, la narrazione prende rapporto con la caducità del vivere, con la labilità e provvisorietà delle cose umane», indagando, attraverso la narrazione filmica, il «male fisico e morale nel mondo cui la sorte ci ha consegnato». Vengono approfondite le questioni teologiche inerenti la narrazione e la pietà, e l’inesorabile tema del dolore e della morte, come la scritta The End che, a volte, appare sullo schermo.

Non mancano riflessioni sull’etica sociale (secondo capitolo) e sull’etica d’inizio e fine vita (terzo capitolo), nonché una personale esegesi del Salmo 42, che invita il lettore a una prima introspezione, per scoprire che c’è altro, in noi, oltre a ciò che già conosciamo: «La verità sull’uomo, sul mondo, su Dio, non è raggiunta in una contemplazione disinteressata, ma dentro un desiderio […]. Un desiderio che invita a far domande».

I temi incentrati sulla diversità e sull’accoglienza sono delineati nell’esame di diverse pellicole, tra cui, ad esempio, Miss Peregrine. La casa per ragazzi speciali, un film fantasy che ha avuto un notevole successo nel 2016. In esso si parla di un rifugio segreto in cui vengono nascosti e protetti bambini con poteri paranormali, i quali, nel mondo esterno, vengono abitualmente additati come dei «mostri». Facile, ma non scontato, il raffronto con le persone diversamente abili, più deboli, ma non per questo spoglie da «poteri» personali.

Si tratta di film che possiamo rivedere dopo aver letto questo libro. In tal modo avremo una nuova prospettiva per apprezzare appieno alcune opere cinematografiche viste, a volte, soltanto nella loro veste superficiale, senza tener conto del sottotesto narrativo e poetico.

L’epilogo del libro tratta di un tema attuale e scomodo, il gender, a proposito del film XXY, che invita alla ricerca e al dibattito sull’identità sessuale biologica, sul genere, «ossia la percezione di sé come uomo o donna o come portatore di un altro vissuto soggettivo». L’epilogo non è narrativamente tale, non è «la fine», ma piuttosto l’inizio di una riflessione portata avanti dall’autore sul cinema e sulla letteratura.

PAOLO MARINO CATTORINI
The End. Bioetica narrativa
Santarcangelo di Romagna (Rn), Maggioli, 2019, 272, € 25,00.

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