RECENSIONE

SIATE FIGLI LIBERI!

Alla maniera di don Pino Puglisi

Valentina Cuccia

Quaderno 4074

pag. 614 - 615

Anno 2020

Volume I

21 Marzo 2020
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L’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, in questo libro ci descrive il beato don Pino Puglisi, uomo mite, vero testimone del Vangelo, che 25 anni fa è morto martire, sorridendo al suo carnefice e testimoniando la gioia e la forza di Dio. È caduto a terra come un chicco di grano, è morto a causa della sete di giustizia. Don Pino, come papa Francesco, amava «il Vangelo della speranza e il profumo dei poveri», per ricordare a tutti la bontà di Dio e la sua predilezione per le storie di riscatto e di liberazione. In questo consiste la nostra chiamata a essere figli liberi di Dio.

Don Pino consegnava il Vangelo a tutte le persone del quartiere Brancaccio che bussavano alla sua porta. Cercava di insegnare «a tradurre il cielo, come preghiera, come azione, come sviluppo, come crescita, come scelte». Il Padre nostro è stato la sua preghiera programmatica. Egli ha attuato, tra la sua gente e con la sua gente, una concreta resistenza alla mafia, evangelicamente ispirata e motivata.

La sua attività pastorale è stata anche azione civile. La casa di accoglienza «Padre Nostro» ha assunto la connotazione di un centro socio-pastorale. La Chiesa delle beatitudini è una Chiesa che accompagna, che esprime la vicinanza di Dio ai deboli, ai piagati e agli oppressi. La forza mite dei martiri della giustizia sconfigge la pretesa della mafia di essere padrona della vita della gente.

Chi non ha paura di morire per la giustizia e per amore verso gli altri, ha già dato la sua vita, e nessuno gliela toglie, perché è un uomo libero, un uomo autentico, la cui forza è la propria mansuetudine.

Don Pino sentiva come una necessità quella di liberare i figli dei mafiosi da questo patto terribile di morte. La vera profezia della Chiesa delle beatitudini era di riscattare «il tempo dei figli» come tempo di vita, di bene, di onestà, di dignità e di legalità.

Brancaccio, quartiere degradato di Palermo, è diventato il luogo della lotta per i figli, per i piccoli, per i senza voce. Come sottolinea mons. Lorefice, don Pino intraprese in quel quartiere un’azione di evangelizzazione e di educazione, provando a restituire ai giovani il loro futuro come sogno, come speranza, e portando il Vangelo tra quelle strade come un’alternativa di vita. Brancaccio è diventato segno di tutte le periferie del mondo. Il metodo della mitezza è stato adottato da don Pino come arma per resistere evangelicamente alla mafia.

La testimonianza cristiana è una testimonianza che diventa, secondo l’etimologia greca, «martirio».  Don Pino ha dato la sua testimonianza usando i mezzi poveri del Vangelo, ma con una coerenza che ha in sé tutta la forza dell’annuncio. La Chiesa di Brancaccio è immagine della Chiesa dei poveri e dei piccoli, dei senza voce, di una Chiesa mite e umile che non ha paura.

CORRADO LOREFICE
Siate figli liberi! Alla maniera di don Pino Puglisi
Cinisello Balsamo (Mi), San Paolo, 2019, 144, € 12,00.

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