Il carattere inassimilabile di papa Francesco è proporzionale a quello delle Scritture bibliche che egli amava, anch’esse inassimilabili. Nell’Antico e nel Nuovo Testamento c’è qualcosa di ostinato, di resistente e di radicalmente narrativo (o anche radicalmente poetico) che ritroviamo nella persona di Jorge Mario Bergoglio, grande lettore della Bibbia così come della letteratura[1]. La Bibbia è una pietra di inciampo, come lo è stato lo stesso papa Francesco. Senza dubbio bisogna partire da questo dato, che accomuna papa Francesco alla Bibbia che lo ispirava: quello di una parola tenace, sorprendente, che rende liberi. Un episodio evangelico ci aiuterà a fare una «composizione di luogo» in questo senso.
In un articolo pubblicato nel 2024 nella rivista America, intitolato «L’accento posto da papa Francesco sulla Bibbia e sulla misericordia – e perché questo mette a disagio tanti cattolici», John W. Martens riprende il racconto dell’indemoniato in Mc 5[2]. Ne riassume così il finale: «Dopo che Gesù ha scacciato gli spiriti impuri dall’uomo che viveva tra le tombe, la gente lo supplica di andarsene. L’indemoniato invece lo supplica di poterlo seguire. Gesù rifiuta e gli dice: “Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te” (Mc 5,19)». A questo punto, Martens cita il commento del teologo Micah D. Kiel, che in Reading the Bible in the Age of Francis scrive: «La misericordia è la sorpresa che la gente non vuole, perché significa che non ha alcun modo di prevedere cosa farà Dio e a chi lo farà»[3]. Martens poi prosegue: «Per l’indemoniato, colui al quale è stata manifestata la misericordia, questa misericordia è una sorpresa che reca una gioia immensa. Per la gente della regione, [invece, è il contrario:] quando vennero “a vedere che cosa fosse accaduto […], ebbero paura” (Mc 5,14-15). Volevano che Gesù se ne andasse».
È significativo che la gioia – quella dell’indemoniato guarito da Gesù e quella del popolo di Dio di fronte all’insistenza di Bergoglio sulla misericordia divina – sia una gioia che non ha conosciuto ritorno. Per Ignazio di Loyola, la gioia che dura è un criterio – se non il criterio – che certifica l’operato di Dio[4]. Le pagine che seguono esploreranno lo stupore e la gioia suscitati nella Chiesa e nel mondo dalla parola di papa Francesco nel suo modo di rendere viva la parola
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