RECENSIONE

DIARIO DE FEDERICO TEDESCHINI (1931-1939)

Fernando Chica Arellano

Quaderno 4074

pag. 615 - 617

Anno 2020

Volume I

21 Marzo 2020
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Chi vuole comprendere la storia deve rivolgersi allo studio delle fonti documentali. Ne fa parte questo volume di mons. Vicente Cárcel Ortí, che indubbiamente costituisce un prestigioso repertorio di notizie di prima mano, utili a comprendere la figura e l’operato ministeriale del cardinale Federico Tedeschini (Antrodoco [Ri] 1873 – Roma 1959).

All’interno di una densa produzione diaristica, che va dall’ordinazione sacerdotale fin quasi alla morte, l’opera si riferisce al decennio più tragico della storia spagnola. Nunzio apostolico a Madrid dal 1921 fino al giugno 1936 e, successivamente, arciprete della basilica vaticana e datario, Tedeschini seppe intrattenere accorte relazioni con le autorità repubblicane spagnole. Nel suo diario appaiono figure come il presidente Niceto Alcalá-Zamora e i ministri Manuel Azaña, Alejandro Lerroux, José María Gil Robles e altri.

L’autore segnala che, nel trascrivere il diario, è rimasto molto colpito dal fatto che a mantenere le relazioni diplomatiche della Santa Sede con la Repubblica spagnola sia stato un nunzio, nonostante il laicismo radicale e intransigente di questa nazione. Di fatto Tedeschini fu il grande artefice della mediazione con le autorità repubblicane, sempre disposto a cooperare con esse secondo le istruzioni che aveva ricevuto da papa Pio XI e dal card. Pacelli, suo grande amico. Il Pontefice gli aveva detto: «La Repubblica è il governo che gli spagnoli si sono dati in questo momento. Pertanto dobbiamo collaborare con essa per il bene comune di quel popolo».

Tuttavia i repubblicani cercarono lo scontro frontale, ignorando le proposte di conciliazione che la Chiesa offriva loro, e preferirono approvare una Costituzione settaria, ispirata dalla massoneria e animata, secondo una frase di Claudio Sánchez-Albornoz, da «un chiaro pregiudizio anticlericale e antireligioso». Lo confermava il politico e giurista Alcalá-Zamora: «Venne fatta una Costituzione che invitava alla guerra civile». Della stessa opinione era il ministro Lerroux, il quale annotava: «La Chiesa non aveva accolto la Repubblica con ostilità. Provocarla fino allo scontro, da parte del nuovo regime, era impolitico e ingiusto; di conseguenza, insensato». Dal canto suo, José Ortega y Gasset commentava: «L’articolo in cui la Costituzione legifera sulla Chiesa mi sembra assolutamente illegittimo».

Nel 1931 cominciarono gli incendi di chiese e conventi. Da allora, e soprattutto dopo la rivoluzione delle Asturie del 1934 – provocata da socialisti e comunisti, che causò la morte di varie decine di sacerdoti e religiosi (alcuni dei quali sono già stati canonizzati, come i Fratelli delle scuole cristiane di Turón) – e dopo le elezioni fraudolente del febbraio 1936, che diedero la vittoria al Fronte popolare, Todeschini capì che la situazione sociopolitica della Spagna diventava insostenibile, come del resto confermavano i numerosi attentati provocati da estremisti di destra e di sinistra. In effetti, la situazione sfociò in una sanguinosa guerra civile, di cui fece parte integrante una persecuzione religiosa senza precedenti nella storia della Spagna, che in appena sei mesi causò l’assassinio di 12 vescovi, di circa 7.000 ecclesiastici e di 3.000 laici.

Secondo l’autore, Tedeschini aveva previsto la guerra, ma non avrebbe mai immaginato una persecuzione religiosa tanto crudele e repentina, in cui alla perdita delle vite umane si aggiunse la distruzione totale di un ingente patrimonio storico, artistico e documentale. Il nunzio seguì da Roma questi infausti eventi, attraverso i numerosi vescovi e sacerdoti in fuga che si rifugiavano nel Pontificio collegio spagnolo di San José e in altre istituzioni romane, grazie all’aiuto economico offerto loro dal Papa.

La pubblicazione di questo diario, preceduto da un’ampia introduzione e accompagnato da 1.167 note di chiarimento, nonché da un indice delle persone e degli argomenti che ne facilita la consultazione, offre elementi chiave per comprendere un periodo complesso e drammatico della storia recente spagnola. E completa la serie di 7 volumi curati da mons. Cárcel, dal 2001, su La II República y la Guerra Civil en el Archivo secreto vaticano, di cui abbiamo dato puntuale riscontro su queste pagine de La Civiltà Cattolica.

VICENTE CÁRCEL ORTÍ
Diario de Federico Tedeschini (1931-1939).
Nuncio y cardenal entre la segunda República y la Guerra civil española
Barcelona, Balmes, 2019, VI-1086, € 48,00.

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