Nel 2020 papa Francesco promulgava l’enciclica sociale Fratelli tutti (FT)[1]. In essa rifletteva sulle sfide urgenti del nostro tempo: la guerra e i conflitti armati, le pandemie, la fame, le minacce nucleari, il collasso ecologico e un tessuto sociale sempre più disgregato. Con un appello urgente, ma anche con speranza, il Pontefice ha invitato il mondo a ripensare un’etica sociale fondata sulla fraternità universale. Di fronte a un mondo segnato da instabilità, sfiducia e polarizzazione, egli delineava una rinnovata comunione dell’umanità, in cui la dignità di ogni persona sia affermata e custodita. Tale visione ci provoca a risvegliare l’immaginazione morale, a rispondere con solidarietà alla sofferenza, a resistere all’indifferenza, a sanare le divisioni e a costruire un mondo plasmato non dall’esclusione o dall’interesse personale, ma da un amore che abbraccia tutti.
L’enciclica costituisce un invito all’intera famiglia umana. Papa Francesco si rivolge a persone di ogni nazione, cultura e fede affinché depongano i pregiudizi e superino le barriere della politica, dell’errata interpretazione della religione e dell’ideologia. Sollecita la costruzione di una comunità globale contraddistinta dall’amore, dal perdono, dall’accoglienza e da una solidarietà inclusiva. Questo appello possiede al tempo stesso una dimensione sociale e spirituale: riconciliazione tra i popoli, con la natura, con sé stessi e con Dio. Fratelli tutti ci invita a guardare oltre i confini e le identità, a vedere gli altri attraverso la lente dell’amore, a ricucire le relazioni umane in una fraternità di pace, speranza e comune umanità.
Molto tempo prima, nella Cina antica, il filosofo Mozi aveva enunciato i princìpi di Jian Ai (兼爱, «amore universale»), Fei Gong (非攻, «non aggressione») e Shang Tong (尚同, «unità armoniosa»). Il suo pensiero proponeva un’etica inclusiva della cura, il rifiuto della guerra e un ordine sociale fondato sulla giustizia, sulla pace e sull’attenzione ai più vulnerabili.
In questo articolo esploriamo le risonanze tra la filosofia di Mozi e i temi centrali di Fratelli tutti. Pur separati da due millenni e radicati in tradizioni differenti, Mozi e papa Francesco prospettano visioni convergenti di solidarietà con gli emarginati, di impegno per la pace e di desiderio di giustizia sociale. Il loro dialogo attraverso culture ed epoche apre nuove prospettive di riflessione spirituale ed etica, di rigenerazione per un mondo frammentato.
Lo spirito dell’amore universale nel pensiero di Mozi
Mozi (circa 468-376 a.C.) visse in un’epoca di profonde turbolenze nella storia cinese, poco dopo la morte di Confucio e prima che Mencio ne diffondesse il
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