Come un tempo sapevano molti studenti statunitensi, la Guerra d’indipendenza americana ebbe inizio sul prato pubblico di Lexington, nel Massachusetts, il 19 aprile 1775. Le truppe regolari britanniche, marciando verso la vicina cittadina di Concord, dove le forze ribelli avevano accumulato armi e munizioni, si trovarono la strada sbarrata da un gruppo di milizie. Quella prima raffica di spari diede avvio a un conflitto durato otto anni, conclusosi nel 1783 con il riconoscimento ufficiale, da parte britannica, dei neonati Stati Uniti d’America.
Per molti dei protagonisti, tuttavia, la guerra rappresentò soltanto una parte della Rivoluzione. Nel 1787 Benjamin Rush, uno dei firmatari della Dichiarazione d’indipendenza, scriveva: «È fin troppo comune confondere i termini della Rivoluzione americana con quelli della recente guerra americana. La guerra americana è finita, ma non si può affatto dire lo stesso della Rivoluzione americana»[1].
Per statunitensi come Rush, i profondi cambiamenti sociali, politici ed economici che accompagnarono la Rivoluzione si estesero ben oltre il periodo del conflitto armato. Anzi, alcuni importanti rivoluzionari sostennero che, in questo senso più ampio, la Rivoluzione era iniziata ancora prima della guerra. In una lettera del 1818 indirizzata al direttore di un giornale di Baltimora appartenente alla generazione successiva, John Adams, figura di primo piano della Rivoluzione e secondo presidente degli Stati Uniti, scriveva: «Che cosa intendiamo per “rivoluzione americana”? La guerra? Essa non fu parte della rivoluzione. Ne è stato soltanto un effetto e una conseguenza. La rivoluzione era nelle menti e nei cuori del popolo, e questo cambiamento si è prodotto tra il 1760 e il 1775, nel corso di quindici anni, prima che fosse versata una sola goccia di sangue a Lexington»[2].
Pur divergendo sulla datazione della Rivoluzione, Adams e Rush esprimono la convinzione, condivisa dalla loro generazione, che la Rivoluzione andasse oltre la lotta militare e fosse più ampia della stessa firma della Dichiarazione d’indipendenza del luglio 1776, il cui 250° anniversario è commemorato nel 2026. Ciò che oggi chiamiamo «Rivoluzione americana» si estende su diversi decenni, durante i quali la situazione economica, politica, sociale e culturale dell’America del Nord britannica venne radicalmente trasformata con la nascita degli Stati Uniti. La Dichiarazione d’indipendenza e le sue conseguenze continuano ancora oggi a plasmare gli Stati Uniti, e quindi il mondo intero; per questo la questione del significato della Rivoluzione rimane fondamentale.
In questo articolo proponiamo una rilettura della storia della Rivoluzione americana: sia degli eventi bellici sia delle
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