Proclamare il Dio vivente della fede cristiana è diventato difficile nel mondo secolarizzato in cui viviamo oggi. Quante persone di buona volontà, che vorrebbero poter credere, non sanno che farsene del concetto di «Dio»! Per molti, nei nostri tempi, il vecchio Dio è diventato obsoleto. Tra coloro che hanno raccolto la sfida di ripensare Dio in «tempi moderni» Dietrich Bonhoeffer occupa un posto importante. Nelle sue lettere dal carcere, poco prima di essere giustiziato per la sua attiva opposizione al nazismo, si esprimeva in questo modo sconvolgente e suggestivo: «Dobbiamo vivere nel mondo, etsi deus non daretur. […] Dio ci fa sapere che dobbiamo vivere come uomini che se la cavano senza Dio. […] Il Dio che ci fa vivere nel mondo senza l’ipotesi di lavoro “dio”, è il Dio al cospetto del quale siamo in ogni momento. Con e al cospetto di Dio noi viviamo senza Dio. […] Qui sta la differenza determinante [del cristianesimo] rispetto a qualsiasi altra religione. Il senso religioso dell’uomo lo indirizza, nel bisogno, alla potenza di Dio nel mondo, Dio [nelle altre religioni] è il Deus ex machina»[1].
Sono intuizioni di grande portata per il futuro del cristianesimo, che pochi hanno sviluppato. Eberhard Jüngel, cristiano protestante come Bonhoeffer, ci ha provato nella sua opera Dio, mistero del mondo[2], in cui constata un dato cruciale: gli esseri umani hanno imparato a vivere senza Dio. Senza Dio, ma con senso etico, sensibilità estetica, solidarietà. Dio non è necessario nel mondo di oggi. E Jüngel parte proprio da qui per sviluppare la sua riflessione, una genuina affermazione teologica su Dio.
*Una prima versione di questo articolo è stata pubblicata in spagnolo in Razón y fe, t. 284, n. 1454, 2021, 323-334.
Qui presenteremo invece il pensiero di José Cobo Cucurull, un personaggio molto più vicino a noi, che propone questo paradosso: «Forse è solo nell’epoca in cui Dio non è dato per scontato [la nostra] che è possibile essere onestamente cristiani»[3]. In questo articolo vorremmo offrire, tramite il suo pensiero, potenti strumenti per vivere la fede e la spiritualità cristiana «in tempi di ateismo».
Da anni Cobo si arrovella su questioni di filosofia e teologia[4]: Platone, Nietzsche, Heidegger, Lévinas, Barth, Rahner… Il suo pensiero aforistico, come quello di Nietzsche, si snoda a spirale intorno al tema di Dio, cercando sempre l’espressione più chiara e precisa. Ma egli è anche un grande narratore, un
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