Vaclav Havel in an European Parliament sitting (European Parliament)

VÁCLAV HAVEL: «IL POTERE DEI SENZA POTERE»

Quaderno 4068

pag. 592 - 601

Anno 2019

Volume IV

21 Dicembre 2019
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Il contesto dell’articolo. Il muro di Berlino è caduto anche grazie alla dissidenza non violenta di uomini come Václav Havel, drammaturgo e intellettuale liberale, diventato Presidente della Cecoslovacchia, dal 1989 al 1992, e riconfermato fino al 2003.

Perché l’articolo è importante?

L’articolo innanzi tutto propone una breve biografia e un profilo di Havel.

Poi espone l’eredità del suo pensiero, che ci consegna almeno tre insegnamenti, tre espressioni di quel potere dei senza potere, titolo e oggetto del libro di Havel, pubblicato in Italia 40 anni fa:

  1. il dovere della memoria: omettere questa responsabi­lità significa creare le condizioni per un oblio politico e sociale da cui nemmeno l’Italia è immune.
  2. La mitezza, che ha ispirato la «rivoluzione di Velluto» nel 1989 e rovesciato il comunismo in Cecoslovacchia. Havel infatti si è rifiutato di odiare anche quando è stato rinchiuso in carcere.
  3. La ricerca della verità contro ogni tipo di menzogna, attraverso la qualità della parola. Havel non ha mai soffocato la sua parola, nemmeno nei circa sei anni trascorsi in carcere: anzi, l’ha esaltata come drammaturgo, l’ha con­divisa e resa dialogica come politico.

Per Havel ogni cambiamento sociale e politico inizia dai singoli atti, soprattutto da quelli piccoli che prendono le mosse dal cambiare la (propria) storia. Incluso ciò che serve per «cercare l’anima dell’Europa», un’Europa dei popoli: «Al totalitarismo – dice­va – si resiste soltanto se si sceglie di scacciarlo dalla propria anima».

Havel non si mai è professato credente, ma è stato un uomo in ri­cerca; aveva come amici il card. Dominik Duka e Giovanni Paolo II. In questa frase c’è molto della sua personalità: «La poli­tica non può essere solo l’arte del possibile, ossia della speculazione, del calcolo, dell’intrigo, degli accordi segreti e dei raggiri utilita­ristici, ma piuttosto deve essere l’arte dell’impossibile, cioè l’arte di rendere migliori sé stessi e il mondo».

Quali sono le domande che l’articolo affronta?

  • Quale preziosa eredità ci ha lasciato Václav Havel?
  • Quali sono i «poteri dei senza potere»?

***

VÁCLAV HAVEL: “THE POWER OF THE POWERLESS”

It is 30 years since the fall of the Berlin Wall.  Since then, many stones have been crumbled by the non-violent dissidence of men such as Václav Havel -a liberal dramatist and dissident intellectual- who became President of Czechoslovakia from 1989 to 1992, and was reelected for a further two terms from 1993 to 2003. The legacy of his thought gives us at least three lessons: the duty to remember; gentleness, which inspired the Velvet Revolution in 1989 and overthrew communism in Czechoslovakia; and, the search for truth against all kinds of lies. Every social and political change starts with individual acts, especially the small ones that start from changing (their own) history.

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