«TOLO TOLO»: UN VIAGGIO TRA LA FORTUNA E IL SOGNO

Quaderno 4072

pag. 394 - 398

Anno 2020

Volume I

15 Febbraio 2020
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Il contesto dell’articolo. Tolo Tolo è l’ultimo film scrit­to, diretto e interpretato dall’attore Checco Zalone, il quale si confronta con il tema della migrazione forzata che, per la drammaticità e l’attualità dell’argomento, ha innescato pole­miche e polarizzazioni di pensiero.

Perché l’articolo è importante?

L’articolo offre una breve sinossi della pellicola, che affronta il tema del viaggio dei migranti africani, del quale mostra la complessità e l’aspra drammaticità.

Con una narrazione spregiudicata, paradossale, ilare e caustica, la pellicola mette a fuoco i molteplici punti di vista con cui si pensa la migrazione: come viene percepita da coloro che intraprendono questi viaggi di fortuna; i pericoli che corrono, ma anche le polarizzazioni delle opinioni dei cittadini che vedono e assistono agli sbarchi; le inadatte politiche di sviluppo e accoglienza da parte delle istituzioni locali ed europee. Zalone, in questa odissea ancor troppo attuale, sembra salvare soltanto la relazione umana, che diviene àncora di salvezza in ogni situazione tragica dell’esistenza.

L’articolo infine propone una chiave interpretativa generale, quella del deside­rio, espresso come sogno. Lo dice lo stesso Checco all’inizio del film: «Sono nato per sognare». Il sogno è il motore che spinge l’essere umano a intraprendere cammini comples­si, sfidando anche la drammaticità degli eventi.

Quali sono le domande che l’articolo affronta?

  • È possibile rappresentare comicamen­te una problematica tragica, anco­ra estremamente viva?
  • Si può ironizzare sul complesso tema delle migrazioni e sulle sue implicazioni?

***

«TOLO TOLO»: A JOURNEY AMIDST LUCK AND A DREAM

Tolo Tolo, the latest film by comedian Checco Zalone, tackles the theme of the journey of African migrants, while showing its complex and dramatic aspects. With an unprejudiced, paradoxical, hilarious and caustic narrative, the film focuses on the multiple points of view about  which migration is thoughtt: how it is perceived by those who undertake these makeshift journeys; the dangers they risk, and also the polarization of citizen’s opinions who are present and witness the landings; the deficient reception policies of local and European institutions. Zalone, in this ongoing topical odyssey, seems to preserve only the human relationship from criticism, which becomes the anchor of salvation in every tragic situation of existence.

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