Nel corso dei suoi 25 anni di esistenza, il podcasting ha conosciuto una rapida crescita in tutto il mondo, con una stima di 584 milioni di ascoltatori nel 2025, concentrati soprattutto negli Stati Uniti, in Cina, in Brasile, in Messico e in Germania. Se misurato in percentuale della popolazione che ascolta podcast, il primato spetta al Sudafrica, seguìto da Arabia Saudita, Indonesia e Thailandia, tutti con oltre il 50% della popolazione che li ascolta regolarmente[1]. Dalla sua origine, che per comune consenso risale al 2000, il podcasting ha attirato un numero costantemente crescente di creatori di contenuti e di ascoltatori. A renderlo popolare è l’offerta di contenuti di alta qualità (realizzati con strumenti a basso costo), capaci di rispondere agli interessi delle persone riguardo a quasi ogni argomento e capaci di generare legami tra creatori e ascoltatori.
Alcuni cenni storici
Come la storia di ogni altro mezzo di comunicazione, quella del podcasting è segnata da una serie progressiva di invenzioni, secondo cui, a partire da un’idea iniziale, gli inventori elaborano specifiche tecniche e strumenti, e altri innovatori sviluppano idee nei campi del contenuto, delle reti di distribuzione, dei modelli di monetizzazione e di una costellazione di strutture di supporto (persone, aziende, pubblicità, promozione e così via). Il podcasting non fa eccezione e ha costruito la propria identità a partire dalle pratiche già esistenti di distribuzione online dei contenuti, nel suo caso quelli audio. La sua crescita ha inoltre sfruttato le possibilità offerte da Internet. Il suo stesso nome lo riflette: «podcasting» è una fusione tra il dispositivo di ascolto iPod di Apple e il broadcasting[2], così come lo è la combinazione di forme audio preesistenti (soprattutto la radio) con la distribuzione online.
La distribuzione di file audio affonda le sue radici in Internet Talk Radio, basata su una tecnologia degli anni Novanta, che consentiva la diffusione online di file audio. Un diverso racconto delle origini la riconduce all’operato di alcuni blogger che applicarono l’idea della distribuzione audio allegando file sonori ai loro blog scritti, facendo così risalire il podcasting al mondo dei blog. Se viene considerato come audio in streaming, il podcasting segue più da vicino la storia del sistema Really Simple Syndication (RSS), un formato web che permette ai siti di aggiornare informazioni e inviarle agli utenti. Il programmatore Dave Winer aggiunse ai feed RSS il tag «enclosure», che consentiva di allegare file, compresi quelli audio. In seguito
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