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Cultura e società

«Noi non siamo i nostri limiti»: le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026

Giancarlo Pani

7 Maggio 2026

Quaderno 4205

La XIV edizione delle Paralimpiadi Invernali 2026 è stata inaugurata ufficialmente all’Arena di Verona dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto da molti applausi e accompagnato dal Corpo dei Corazzieri. I Giochi si sono svolti principalmente a Milano e Cortina d’Ampezzo dal 6 al 15 marzo. Sono passati 50 anni dalle prime Paralimpiadi invernali del 1976 in Svezia, che videro la partecipazione di 250 atleti provenienti da 16 nazioni e alle quali l’Italia non prese parte. Alla recente edizione, ospitata dall’Italia, hanno partecipato 665 atleti che rappresentavano 55 nazioni: 46 gli italiani (40 uomini e 6 donne). Cinque i Paesi esordienti[1]; la guerra ha impedito la presenza dell’unico atleta dell’Iran.

Le parole del presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò ci riportano al nostro difficile presente: «Non possiamo ignorare che questi Giochi si svolgono in un momento profondamente diviso, lacerato da guerre, dolore e sofferenza, in uno dei momenti di svolta più drammatici del nostro tempo, e proprio per questo motivo il messaggio di pace, inclusione e solidarietà al centro del movimento paralimpico è più significativo e importante che mai»[2]. 

Anche Andrew Parsons, presidente dell’Ipc (Comitato Paralimpico Internazionale), quattro anni fa aveva dichiarato di essere sconvolto per quello che stava succedendo nel mondo. Pur in una situazione aggravatasi nel tempo, «questi giochi offrono qualcosa di realmente diverso, dove le differenze non dividono, ma sono punti di forza»[3]. Il Comitato è stato accusato di aver ammesso russi e bielorussi alla cerimonia di apertura con le loro bandiere. La revoca della sospensione di Russia e Bielorussia era stata presa a maggioranza nell’Ipc, con un procedimento democratico condiviso dai più, ma sette nazioni hanno contestato la decisione e non hanno inviato atleti alla cerimonia inaugurale[4].

Il tema di apertura, Life in Motion, motto dei Giochi, ha usato il movimento come metafora della vita, rappresentato da un suggestivo cuore pulsante. Ha evidenziato l’importanza delle relazioni umane e delle diversità, mostrando fragilità e limiti come esperienze di tutti, ma anche come confini che possono essere superati. A Verona, l’accensione del braciere olimpico è stata affidata a Bebe Vio, già protagonista in altri Giochi paralimpici precedenti.

79 medaglie d’oro, d’argento e di bronzo

In questi Giochi sono state assegnate 79 medaglie d’oro, d’argento e di bronzo. All’apertura delle gare, il 7 marzo, grandi sorprese: la prima è stata quella dell’Ucraina, che ha vinto tre medaglie d’oro nel Para-biathlon maschile e femminile, in

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«Noi non siamo i nostri limiti»: le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026

Giancarlo Pani

Scrittore emerito de La Civiltà Cattolica.


7 Maggio 2026

Quaderno 4205

  • pag. 34 - 43
  • Anno 2026
  • Volume II

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Resilienza Sport Valori

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