«In cosa consiste la resistenza? In un altro linguaggio, un altro atteggiamento. Nel parlare apertamente, senza vergogna. La mia vita è diversa da quella di tanti altri, ma comunque è la mia vita. Con queste parole, con questo libro, mi creo uno spazio nel mondo. Se ci riesco, trasformo un pezzetto di mondo, il mio pezzetto, con questo libro, con queste parole»[1]. In questo paragrafo ci sembra espresso il senso di La mia vita come la vostra di Jan Grue, un testo prezioso che da qualche mese è giunto sugli scaffali delle librerie italiane grazie alla traduzione di Eva Valvo per Iperborea.
Di cosa parla questo libro? Del nostro mondo osservato dal punto di vista di una carrozzella elettrica, sulla quale l’autore vive dall’età di sei anni.
Jan Grue, nato a Oslo nel 1981, è professore nel Dipartimento di Sociologia e Geografia umana dell’Università di Oslo dal 2016 e autore di narrativa. È arrivato alla fama nel 2018 con questo testo che racconta la sua vita di uomo in carrozzina. All’età di tre anni il primo sospetto, le troppe cadute, il passo eccessivamente incerto; poi la diagnosi, terribile, di atrofia muscolare spinale, malattia degenerativa, rivelatasi scorretta molti anni dopo, con sorpresa e grandissima emozione: «È stato un pianto incontrollato, non ricordavo di aver mai pianto in quel modo. Come una diga che crolla, come degli ormeggi che improvvisamente si spezzano. Il dolore sgorgava e scorreva via. Ero lontanissimo da casa e in un modo strano ero stato liberato»[2].
La mia vita come la vostra è un testo spurio, un po’ diario, un po’ saggio, autobiografia e testimonianza. Il punto di partenza è nell’oggi, nello sguardo di meraviglia e di stupore delle persone che hanno conosciuto Jan da bambino e lo ritrovano oggi, ancora vivo, marito e padre di un bambino.
Il libro ricostruisce la sua vita con una raffinata tecnica di scrittura e di composizione di micro paragrafi che alternano frammenti di episodi della vita di oggi come marito e padre, con aperture su alcuni momenti della sua crescita e della vita passata, con altri di riflessione che costituiscono la parte più pensata e consistente del testo. Sono estratti di pensieri e valutazioni talvolta a margine, talvolta nel merito di una materia incandescente, come può essere quella rappresentata da una vita che vive in condizioni particolarissime, con limiti evidenti e il desiderio e la spinta a superarli o forse semplicemente
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