(Unsplash/Tina Hartung)

L’INVASIONE DELL’UCRAINA DA PARTE DELLA RUSSIA

Quaderno 4122

pag. 521 - 551

Anno 2022

Volume I

19 Marzo 2022
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Putin e l’Ucraina

Vladimir Putin non vuole essere ricordato come il Presidente che ha perso l’Ucraina, lo Stato più importante della vecchia Unione Sovietica e considerato dai nazionalisti russi la patria originaria della «nazione russa», la cosiddetta «Rus’ di Kiev». Nel 2014, «senza sparare un proiettile», ha invaso e annesso la penisola di Crimea e la sua importante base navale sul Mar Nero, donata da Nikita Krusciov all’Ucraina nel febbraio del 1954. Ma questo presunto «ricongiungimento» non è stato riconosciuto dalla comunità internazionale. Putin farà di tutto perché l’Ucraina «non passi dalla parte degli occidentali», cioè non entri, come si ritiene vogliano il governo e molti cittadini ucraini, nella Nato, come già avvenuto per alcuni altri Stati ex sovietici.

La pretesa di Putin, che lo ha portato nel dicembre del 2021 a schierare un esercito in assetto da guerra sui confini dell’Ucraina, con il quale minacciare la pace in Occidente, si basa su un importante precedente storico. I russi sostengono che, con la caduta del muro di Berlino nel 1989, ci fu un accordo non scritto tra il leader sovietico Mikhail Gorbaciov e l’allora presidente statunitense George Bush: in cambio della riunificazione della Germania e del ritiro delle forze armate di Mosca da quel territorio, la Nato non si sarebbe mai allargata ai Paesi del Patto di Varsavia, e tanto meno alle Repubbliche ex-sovietiche. L’esistenza di questo accordo non è stata mai ufficialmente riconosciuta dagli Stati Uniti.

Secondo Maxim Samorukov, giornalista di The Moscow Times, la Russia non avrebbe inteso «assumere l’ingrato compito di occupare l’Ucraina, ma piuttosto convincere l’Occidente di essere pronta a entrare in guerra pur di cambiare uno status quo che considera inaccettabile». Questa preoccupazione non è certo nuova, ma ora, nel mutato contesto internazionale, non si vuole che il Paese limitrofo «si trasformi in una testa di ponte statunitense al confine russo»…

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RUSSIA’S INVASION OF UKRAINE

Vladimir Putin does not want to go down in history as the President who lost Ukraine. On February 24th, with his “special military operation,” he invaded Ukraine with approximately 200,000 soldiers, bombing its cities and destroying its most important strategic-military infrastructure. The cities -Kiev and Mariupol among them-, have been “besieged” for days, but are holding so far. During these weeks, the Ukrainian resistance has been heroic. The USA and the EU have countered the invasion with very far-reaching economic sanctions, but do not intend to send soldiers. Even if the outcome of diplomatic meetings and negotiations have been disappointing so far, this remains the only way to achieve a ceasefire and find solutions to end this pointless war, before it is too late.

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