«LES VÊPRES SICILIENNES», DI GIUSEPPE VERDI

Quaderno 4073

pag. 501 - 504

Anno 2020

Volume I

7 Marzo 2020
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Il contesto dell’articolo. Per il quarto anno consecutivo Daniele Gatti ha inaugurato la stagione del Teatro dell’Opera di Roma. Il maestro milanese per questa occasione ha scelto Les Vêpres siciliennes, di Giuseppe Verdi, nella rara edizione originale francese, più ricca della pur maggiormente rappresentata edizione italiana.

Perché l’articolo è importante?

Dopo aver brevemente sintetizzato la trama, l’articolo si sofferma su alcuni particolari della intellegente interpretazione di Gatti, che ci permettono di approfondire degli aspetti non molto noti della drammaturgia verdiana, grazie anche alla regia e alle coreografie affidate all’argentina Valentina Carrasco, che ha accentuato il senso di oppressione delle truppe francesi occupanti. La critica, pur con qualche appunto a certe crudezze della regia, ha premiato l’impegno del direttore, degli interpreti e de­gli orchestrali.

Verdi è passato alla storia come una delle colonne portanti del pa­triottismo ottocentesco italiano; perciò amava considerare questo epi­sodio del 30 marzo 1282 come una delle tante tappe di un lungo e incer­to cammino verso l’unità nazionale.

Quali sono le domande che l’articolo affronta?

  • Nella drammaturgia verdiana, che tappa rappresentano I Vespri siciliani, arrivati dopo opere importanti come Il Trovatore, il Rigoletto e la Traviata?

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«LES VÊPRES SICILIENNES», BY GIUSEPPE VERDI

For the fourth consecutive year, Daniele Gatti has inaugurated the season at the Teatro dell’Opera di Roma. For this occasion, the Milanese maestro chose Les Vêpres siciliennes, by Giuseppe Verdi, in its original edition. The details of his interpretation allow us to gain greater understanding of some of the lesser well known aspects of Verdi’s dramaturgy, thanks also to the direction and choreography entrusted to the Argentinean Valentina Carrasco, who accentuated the sense of oppression of the occupying French troops. Gatti, has renounced all exaggeration, and as such was able to make the best of Verdi’s dramaturgy, who in 1855 had just completed important work, for example La Traviata.

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