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IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE IN «CHRISTUS VIVIT»

Tra Ulisse e Orfeo

Quaderno 4052

pag. 118 - 132

Anno 2019

Volume II

20 aprile 2019

ABSTRACTChristus vivit, Cristo vive. Così s’intitola l’Esortazione post-sinodale che papa Francesco rivolge affettuosamente «ai giovani e a tutto il popolo di Dio», pastori e fedeli.

L’ultimo capitolo, il nono, dal carattere poliedrico, ha per titolo «Il discernimento», ed è suddiviso in ventuno punti. Nei primi cinque punti, il Santo Padre «riprende alcune riflessioni» dell’E­sortazione Gaudete et exsultate e le applica in concreto «al di­scernimento della propria vocazione nel mondo». Nei successivi sedici Francesco, rivolgen­dosi a coloro che accompagnano una vocazione e i processi di di­scernimento, condivide alcuni elementi che caratterizzano il suo modo personale di condurre tali processi.

L’amicizia con Cristo è il tema centrale dell’Esor­tazione apostolica. Christus vivit è un canto all’amicizia con il Si­gnore. Afferma Francesco: «La giovinezza è un tempo benedetto per il giovane e una benedizione per la Chiesa e per il mondo. È una gioia, un canto di speranza e una beatitudine». Non è una fase di passaggio. Poi il Papa afferma: «Che cosa chiedo agli anziani, tra i quali annovero anche me stesso? Chiedo che siamo custodi della memoria. Noi nonni e nonne ab­biamo bisogno di formare un coro. Immagino gli anziani come il coro permanente di un importante santuario spirituale, in cui le preghiere di supplica e i canti di lode sostengono l’intera comunità che lavora e lotta nel campo della vita» (CV 196). E per aiutare i giovani a discernere tra il canto vero e il canto delle sirene che propone il mondo, il Papa contrappone le due immagini di Ulisse e di Orfeo. Ulisse, per non cedere al canto delle sirene, si legò all’albero della nave e turò gli orecchi dei compagni di viaggio. Invece Orfeo, per contrastare il canto delle sirene, intonò una melodia più bella. Questo spirito positivo si avverte nel linguaggio dell’Esortazione che, pur senza mancare di realismo, non carica i toni sulle ombre, ma orienta verso la luce.

Così è anche l’immagine finale che Papa offre. Egli riprende uno dei momenti più belli e significativi del Vangelo di Giovanni: quello in cui l’apo­stolo giovane corre più veloce e arriva per primo al sepolcro vuoto. In genere si tende a mettere l’accento sul fatto che Giovanni rimase ad attendere Simon Pietro, riconoscendone l’autorità. Il Papa, con l’autorevolezza della sua carica e dei suoi anni, ci mostra un’altra possibile lettura, quella di chi chiede, sì, di essere aspettato, ma si rallegra che i giovani corrano più in fretta e li sprona, augurando loro che «lo Spirito Santo vi spinga in questa corsa in avanti.

I giovani hanno un grande desiderio di essere ascoltati piuttosto che disciplinati, ma è altrettanto vero che amano essere incoraggiati e stimolati sul bene possibile. Francesco, nella Esortazione Christus vivit, dà una risposta a questo desiderio.

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THE SPIRITUAL DISCERNMENT IN CHRISTUS VIVIT. Between Ulysses and Orpheus

Young people have a great desire to be listened to rather than be disciplined, but it is also true that they love to be encouraged, and stimulated towards the good that is possible. Francis, in the Exhortation Christus vivit, gives an answer to this desire. To help young people to discern between the true song and the song of the sirens offered by the world, the Pope contrasts the two images of Ulysses and Orpheus. So as not to give in to the song of the Sirens, Ulysses tied himself to the mast of the ship and stoppered up his traveling companions’ ears. Orpheus, instead, to counter the Siren’s song, sang a more beautiful melody. This positive spirit is perceived in the language of the Exhortation which, while not lacking in realism, does not dwell in the shadows, but directs us towards the light.

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