«IL CASO KAUFMANN»: LE RADICI DELL’ODIO RAZZIALE

Quaderno 4051

pag. 81 - 85

Anno 2019

Volume II

6 aprile 2019

ABSTRACT – Potrebbe sembrare semplicemente un romanzo storico, eppure Il caso Kaufmann è molto di più: è la memoria tragica delle Leggi razziali, una pagina di storia disumana e folle. Di solito la persecuzione degli ebrei è nota per i campi di concentramento; tuttavia la Shoah fu il culmine mostruoso di una persecuzione capillare e sistematica, portata avanti gradualmente e con rigore, soprattutto con l’applicazione rigida di leggi spietate.

Il caso Kaufmann documenta la storia di un ebreo benestante, pre­sidente della comunità ebraica di Norimberga, e si ispira a una vi­cenda realmente accaduta, quella di Lehmann Kaufmann (Katzenber­ger), detto Leo, e Irene Seiler, una giovane ragazza tedesca ariana. Leo, ebreo osser­vante, 60 anni, vedovo da cinque, è un apprezzato commerciante di Norimberga. La sua vita, cupa e monotona, viene sconvolta dall’ar­rivo di Irene, figlia del suo migliore amico. Solo l’onestà di Leo e la notevole differenza di età impediscono che l’amicizia si trasformi in una relazione.

Intanto le Leggi razziali, pro­mulgate da Hitler proprio a No­rimberga, stabiliscono che il popolo ebraico è nemico della Germania e vietano qualsiasi rapporto con gli ebrei, per la protezione della razza. È l’inizio della fine degli ebrei.

Il mondo attorno ai due prota­gonisti crolla all’improvviso: la sti­ma e la devozione nei loro confronti divengono diffidenza e sospetto, i sorrisi si affievoliscono, le voci in­calzano, i timori si fanno sempre più puntigliosi. Alcune persone che lavo­rano al servizio di Leo, e che più volte sono state da lui beneficate, guardano con malizia l’amicizia con Irene e in­fangano il loro rapporto. La vicenda giudiziaria rivela in maniera esemplare come si possa­no trasformare il sospetto e le voci in verità, i pregiudizi e i rancori in prove.

L’Autore è riuscito a rintrac­ciare i verbali del processo e il modo in cui venivano circuiti i cosiddetti «testimoni». Spaventosa diviene al­lora la mostruosità del regime na­zista e di una società che dipende in tutto da Hitler e dai suoi fidati collaboratori, fanatici e orgogliosi.

L’amicizia di Kaufmann e di Irene si conclude con la pena capitale di un innocente, il primo ebreo condannato alla ghigliottina.

***

“THE KAUFMANN CASE»: THE ROOTS OF RACIAL HATRED

The first impression of Il caso Kaufmann (The Kaufmann Case) may be that it is a historical novel; instead, it is the tragic memory of the history of the inhuman racial laws. The persecution of Jews is known to most due to the concentration camps; however, the Holocaust was the monstrous culmination of a systematic persecution, carried out gradually, and above all with the rigid application of cruel laws. Inspired by a true story of a friendship between the Jewish widower, Kaufmann, and a young Aryan German, Irene, the novel represents a tragedy which concludes with the execution of an innocent person, the first Jew sentenced to the guillotine. The novel documents in an original way the lunacy of the Racial Laws.

Per leggere l’articolo integrale, acquista il quaderno 4051.

Acquista il Quaderno