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FEDE IN CORSIA

Per una pastorale con gli operatori sanitari

Quaderno 4106

pag. 160 - 170

Anno 2021

Volume III

17 Luglio 2021

Le professioni sanitarie, come tanti altri impegni vocazionali, possono essere un trampolino privilegiato e una via aperta verso Dio. Medici, psicologi, infermieri e personale ausiliario si affacciano, con gli occhi e con le mani, sul mistero profondo dell’essere umano che soffre e ama, resiste e spera, confida e combatte. E pertanto è loro concesso di sfiorare, anche solo per un istante, il mistero stesso di Dio. È la tesi di fondo di queste pagine, che possiamo sintetizzare così: la cura pastorale degli operatori sanitari deve aiutarli a percepire e a riconoscere, nel concreto esercizio della loro professione, la presenza viva del Risorto, che si fa loro incontro attraverso coloro che soffrono. In altre parole: essere un operatore sanitario, per chi crede, è al tempo stesso procedere verso Dio e farsi raggiungere da Lui.

Di conseguenza, una pastorale con i professionisti della sanità che voglia permeare tutti i recessi del loro lavoro dovrà tener conto di entrambe le dimensioni profetica e comunitaria della fede. Non potrà quindi accontentarsi di esortare al servizio e di favorire la celebrazione sacramentale. Indubbiamente la dedizione e la preghiera – diakonia e leiturgia – dovranno far parte integrante di queste proposte apostoliche, ma non va dimenticato l’annuncio che il Regno e la fraternità – martyria e koinonia – sono già presenti in germe nei centri sanitari, nelle case di cura e nelle corsie di ospedale.

In questo articolo vogliamo considerare i professionisti della sanità non soltanto come agenti, ma anche come destinatari dell’evangelizzazione. In effetti, molto spesso l’operatore della sanità viene invitato con insistenza, e a vario titolo, a diventare un «missionario»; tuttavia a volte egli si accorge di doversi riconoscere, al tempo stesso, un «discepolo». Dunque, qui parleremo di pastorale con gli operatori sanitari, piuttosto che…

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FAITH IN THE WARD. For a pastoral care with health workers

The health care professions can be a privileged springboard and an open way to God. This article intends to show that the pastoral care of health workers must help them to experience and recognise, precisely in the exercise of their profession, the living presence of the Risen Lord, who comes to meet them through those who suffer. These professionals are not only agents but also recipients of evangelization. Thus, we enter the path that the disfigured of this world open up for those who care for them, towards the contemplation of the One who is the transfigured of God.

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