JWST reaches alignment milestone: image of focused star (image: www.esa.int).

“E QUINDI USCIMMO A RIVEDER LE STELLE…”

Un nuovo telescopio spaziale

Quaderno 4128

pag. 539 - 549

Anno 2022

Volume II

18 Giugno 2022
Voiced by Amazon Polly

Era Natale e c’era la pandemia…

Natale 2021. In un mondo ancora immerso nella pandemia e circa un anno e mezzo dopo la preghiera di papa Francesco in piazza San Pietro (silenziosa e mistica), su un razzo Ariane 5 dell’Esa (European Space Agency), partito dalla Guyana Francese, il James Webb Space Telescope (Jwst) spicca il volo per raggiungere un punto nello spazio a 1,5 milioni di km dalla Terra. Per guardare lontano, molto lontano.

La data – molto simbolica – è dettata più da motivi tecnici che da valori religiosi. Una coincidenza che però non toglie nulla a una certa poetica dell’evento; «non nuoce al mistero svelarne una piccola parte», scrive Richard Feynman. E tutto è andato perfettamente.

Il Jwst è il telescopio spaziale più potente mai realizzato dall’uomo, progettato principalmente per condurre l’«astronomia osservativa a infrarossi», ossia per raccogliere i segnali di bassissima energia, consentendoci così di indagare le epoche più remote dell’Universo visibile.

Iniziato nel 1996, il programma ha richiesto più di 20 anni di lavoro per essere completato e un’intensa collaborazione tra Nasa (National Aeronautics and Space Administration), Esa (European Space Agency) e Csa (Canadian Space Agency).

La data iniziale del lancio, prevista nel 2007, è stata posticipata di ben 14 anni, portando alcuni a dubitare perfino che il viaggio si sarebbe compiuto. Una delle maggiori preoccupazioni risiedeva nel fatto che, una volta inviato il telescopio nello spazio, anche il più piccolo intervento su di esso sarebbe stato impossibile a causa della sua distanza dalla Terra. Tutto il sistema, per complesso e intricato che fosse, doveva essere letteralmente perfetto. E il costo del programma si aggirava intorno ai 10 miliardi di dollari: una cifra certamente consistente, ma che corrisponde a meno dell’1% delle spese militari annuali di Usa, Eu e Canada, i principali gestori del programma.

Il Webb Telescope si trova, metaforicamente, sulle spalle di un altro gigante scientifico, il telescopio spaziale Hubble, e diventerà il prossimo esperimento di punta della Nasa. Il suo scopo scientifico è…

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