Carlo Emilio Gadda (foto: Farabola)

CARLO EMILIO GADDA, INGEGNERE E SCRITTORE

Quaderno 4029

pag. 231 - 241

Anno 2018

Volume II

5 maggio 2018

ABSTRACT – Grazie alle opere di Gadda che la casa editrice Adelphi pubblica in edizione critica con una certa regolarità, rileggiamo e riscopriamo uno scrittore che, come Calvino, Sciascia, Pavese e pochi altri, non ha mai smesso di interessare, fino a essere considerato un classico della letteratura italiana ed europea.

Tra le pubblicazioni riproposte in tempi più o meno recenti, possiamo soffermarci, ad esempio, su Eros e Priapo (1944-45), un saggio sulla dittatura e insieme una satira molto feroce contro il fascismo, dove Priapo è figura del Duce. Sicuramente meno virulenti di quelli indirizzati a Benito Mussolini, ma per nulla simpatici, sono gli strali scagliati nei confronti di Ugo Foscolo ne Il Guerriero, l’Amazzone, lo Spirito della poesia nel verso immortale del Foscolo (1959). Il tempo e le opere, raccolta di saggi, lettere, note e divagazioni, non solo costituisce un insieme di «dritte» su Gadda, ma contiene svariate perle che ci avvicinano finalmente a uno dei narratori più interessanti di tutto il Novecento, paragonabile a Boccaccio per la parte più seriosa di novelliere. Ci sono poi Il castello di Udine, raccolta di racconti con un ampio cenno autobiografico relativo alla sua vita militare; e L’Adalgisa, disegni milanesi, in cui forse più che altrove, si manifesta quella inclinazione a ricercare dei punti di appoggio nella scienza e quella sua passione di divulgatore.

Sulla scorta di queste riletture, è possibile ripercorrere gli scritti più memorabili di Gadda. In particolare, i due veri e grandi romanzi di Gadda. In Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, Gadda approfondisce la sua poetica e la porta avanti fino al virtuosismo. Più complesso e più ambizioso il romanzo La cognizione del dolore. Fin dalle prime pagine è chiaro che si tratta di una storia autobiografica, fortemente simbolica, arricchita da un’ambientazione fantasiosa, che mescola un ipotetico e improbabile paese dell’America Latina, il Maradagàl, con la Lombardia del primo dopoguerra, cioè con gli ambienti, ma soprattutto con i personaggi della vita dello scrittore.

Tra le note positive dei due romanzi, emerge in più di un’occasione una squisita pietas, imparentata con la pietas christiana, e questo nei riguardi soprattutto degli umili, dei sofferenti, dei disprezzati. Questa pietas Gadda la deve chiaramente all’amatissimo Manzoni, che egli nelle ultime settimane di vita volle che gli venisse continuamente letto da Gianfranco Roscioni e da altri amici, fino al giorno della sua morte, sopraggiunta il 21 maggio 1973.

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CARLO EMILIO GADDA, ENGINEER AND WRITER

Like Calvino, Sciascia, Pavese and a few others, Carlo Emilio Gadda has never ceased to interest his readers, in fact his work could be considered a classic of Italian and European literature. The Italian publisher Adelphi publishes, with a certain regularity, critical editions which give us the opportunity to rediscover his writing. This article commences by examining three of Gadda’s republished works, while in the second part, picks up on suggestions arising from a rereading of these three publications, retracing some of Gadda’s most memorable writing.

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