foto: Sailko

IL PROCESSO A LUTERO E LA SCOMUNICA

Quaderno 4000

pag. 364 - 376

Anno 2017

Volume I

ABSTRACT — Negli anni 1517-21, la storia della Riforma, proprio alle sue origini, presenta un interessante caso di «comunicazione mancata» all’interno della Chiesa: da un lato Martin Lutero, dall’altro il suo vescovo ordinario, Hieronymus Schulze, quindi l’arcivescovo Alberto di Brandeburgo, poi papa Leone X, e infine l’imperatore Carlo V. Lo svolgersi degli eventi è dipeso sia dal costume, sia dai condizionamenti ambientali, ma soprattutto dai personaggi ora ricordati, cioè dalle loro libere decisioni, o da negligenze e rinvii. Sono eventi che hanno segnato radicalmente la storia della Riforma nel primo Cinquecento.
Tentiamo così di ricostruire la storia di avvenimenti assai noti che furono all’origine della Riforma, ma da un’angolazione meno consueta: quella della comunicazione e del dialogo.

In precedenti articoli (linkati in coda a questo articolo, ndr) si sono analizzati diversi problemi: innanzitutto l’autenticità della vocazione di Lutero; poi le famose 95 Tesi di Wittenberg e il fatto che non sono state affisse il 31 ottobre 1517. Quest’ultimo non è un dettaglio insignificante, ma un problema determinante che scardina la leggenda dell’affissione come gesto di sfida di Lutero alla Chiesa.

Lo scandalo per il modo in cui vengono presentate le indulgenze per la ricostruzione della nuova basilica di San Pietro ha turbato l’animo del docente universitario. Di qui la richiesta di chiarificazione ai suoi due immediati superiori, in cui Lutero ricorda anche al vescovo il suo primo dovere: l’annuncio del Vangelo e la carità verso i poveri, e non la predicazione delle indulgenze. La prima «risposta» che ― dopo molti mesi ― la Chiesa dava ufficialmente ai problemi di coscienza sollevati dal teologo di Wittenberg è di fatto una minaccia di scomunica che lo stesso Erasmo da Rotterdam, noto avversario di Lutero, definì «insulsissima».

A quel punto inizia un’escalation che poi porta alla rottura irrimediabile. Dal 1518 al 1520 si assiste non solo a una radicalizzazione dell’atteggiamento di Lutero, ma anche a un’evoluzione e ampliamento di temi e problemi che all’avvio della vicenda erano solo accennati. Fino alla pubblicazione della Bolla di scomunica Decet Romanum Pontificem, del 3 gennaio 1521 e oltre.

Oggi, a posteriori, è abbastanza ovvio affermare che il confronto con Lutero non sarebbe stato facile, e quasi certamente sarebbe fallito. Di fatto, purtroppo, non ci fu.

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