RECENSIONE

VITA DI MORAVIA

Elisa Roberta Quinto

Quaderno 4042

pag. 414 - 415

Anno 2018

Volume IV

17 Novembre 2018
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Il 28 novembre 1907 è la data di nascita di «un anormale in una famiglia normale»: così si definisce Alberto Moravia in Vita di Moravia, autobiografia che assume una sua precisa struttura attraverso le domande del giornalista e scrittore Alain Elkann, il quale, nel 1990, è riuscito a scovare ciò che c’era sotto la superficie di quell’uomo schivo e riservato.

Nel raccontarsi ad Elkann, Moravia parte dalla sua nascita e dalla sua famiglia d’origine, soffermandosi a lungo sulla malattia – la tubercolosi ossea –, che lo tormentò e costrinse a letto per circa dieci anni e segnò il difficile periodo dell’adolescenza. Egli visse in completa e costante solitudine, con la sola compagnia dei libri, e durante il periodo di «reclusione» in sanatorio iniziò a scrivere il suo primo romanzo, Gli indifferenti.

Il libro ebbe un successo immediato e clamoroso; «a molti sembrò che riempisse un vuoto e questo spiega perché piacque a critici di scuole assai diverse», e «ci fu anche una recensione di Montini, che diventò papa Paolo VI, su “Civiltà Cattolica”, molto ragionevole e misurata» (pp. 70 s). Tuttavia non mancarono anche le polemiche: l’opera fu condannata da una certa parte della critica e allacciata alle briglie del fascismo.

Dopo Gli indifferenti, iniziò un periodo complicato della produzione di Moravia: una serie di opere che non erano apparentemente all’altezza di quel romanzo d’esordio; sembrava impossibile uguagliare o addirittura superare un successo simile. Perché questo avvenisse, bisognava aspettare Agostino, scritto quasi venti anni dopo, e a proposito del quale Moravia afferma: «Fu il punto di partenza di tutta la mia produzione successiva e la conclusione del lungo travaglio dopo Gli indifferenti» (p. 136). I due libri sembrano essere collegati, in quanto segnano due momenti decisivi nell’opera dell’autore: il primo, la fase della fama e del successo; il secondo, quella del consolidamento e la definitiva consacrazione di Moravia non soltanto come scrittore, ma anche come intellettuale nello scenario internazionale.

Nel libro in disamina lo scrittore racconta la sua vita molto intensa e ricca di eventi, premi, conoscenze, cariche e impegni pubblici. Di questo infaticabile uomo di lettere è fondamentale la concezione della scrittura e della figura del romanziere, che sono la sua identità e non si distinguono dal modo di pensare la vita privata. Moravia si è sempre definito un intellettuale e un esistenzialista, un letterato la cui la volontà è di sostenere il valore intrinseco dell’esistenza umana individuale e collettiva.

Tra le verità fondamentali, per lui vi è quella che la scrittura può andare da un massimo di impersonalità a un massimo di linguaggio personale, perché deve partire da una realtà oggettiva e deve essere comunicativa. Il romanziere rivaleggia con la realtà e riesce a narrarla in modo personale, perché da quella non può allontanarsi; anzi, egli la imita e la riflette.

Quando Elkann gli chiede come scrive e quali sono gli elementi imprescindibili di un buon romanzo, Moravia risponde che fondamentale è l’azione – in un buon romanzo deve sempre succedere qualcosa –, e aggiunge che essa è una cosa razionale di per sé: quando agiamo, anche quando sbagliamo, lo dobbiamo fare sempre credendo di fare la cosa giusta. Questo è il trait d’union tra la sua professione e la sua vita privata.

Leggendo con attenzione questo libro, ci rendiamo conto che il principio che è alla base del modo in cui Moravia intendeva la scrittura è stato messo costantemente in atto anche nel suo vivere sociale. Egli si è sempre mosso sotto la spinta di un’emotività fuori del comune. La sua è stata la vita di un uomo dalla sensibilità al tempo stesso originale ed eccessiva, ma senza la quale sarebbe stato impossibile veder nascere la sua straordinaria produzione, perché «l’arte nasce dall’eccesso di una sensibilità insolita, rara» (p. 140).

Questa autobiografia ci dà la possibilità di analizzare tutti quei processi personali, indispensabili per farci conoscere l’uomo, oltre che il letterato che ha segnato il Novecento italiano.

ALAIN ELKANN – ALBERTO MORAVIA
Vita di Moravia
Milano, Bompiani, 2018, 384, € 15,00.

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