RECENSIONE

J. Garrard - C- Garrard

LE OSSA DI BERDIČEV

La vita e il destino di Vasilij Grossman

Le ossa di Berdičev

Enrico Paventi

Quaderno 4113

pag. 309 - 310

Anno 2021

Volume IV

6 Novembre 2021
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Questa biografia su Vasilij Grossman (1905-64) ne ricostruisce in maniera assai circostanziata tanto l’esistenza quanto l’opera. Frutto di una ricerca decennale condotta da John Garrard – docente di Letteratura russa presso l’Università dell’Arizona – e dalla moglie Carol sui materiali di archivio venuti alla luce a seguito del crollo dell’Unione Sovietica, lo studio prende in esame la vicenda personale di uno dei maggiori autori russi del Novecento, sottolineando come essa sia stata profondamente influenzata da alcuni dei tragici avvenimenti che hanno segnato la storia del XX secolo. Ci si riferisce in particolare alle due spaventose carestie che ridussero alla fame l’Ucraina, alle persecuzioni del Grande Terrore staliniano, al Secondo conflitto mondiale, all’occupazione nazista e alla Shoah.

Nell’opera, comunque, non manca affatto un’articolata analisi relativa sia alla formazione sia all’inizio dell’attività letteraria di Grossman. Egli, proveniente da una famiglia appartenente alla borghesia ebraica culturalmente cosmopolita, contraria al regime zarista e bendisposta nei confronti della rivoluzione, pubblicò la sue prime opere – due romanzi brevi – nel 1934. Arruolatosi nell’esercito sovietico come soldato semplice, lavorò poi in qualità di corrispondente di guerra per quasi tre anni: fu così il primo, nel corso del periodo bellico e seguendo la linea del fronte, a scrivere delle fucilazioni di massa nell’Ucraina occupata dai nazisti e dei campi di sterminio; come pure fu lui a elaborare, con la sua prosa sincopata ed essenziale, il magistrale resoconto sul massacro perpetrato a Berdičev, la propria città natale, nel settembre del 1941, quando, nella prima operazione di annientamento pianificata su vasta scala, in soli tre giorni le Einsatzgruppen uccisero 30.000 ebrei.

Nel dopoguerra Grossman concepisce l’idea che lo condurrà a scrivere un imponente romanzo corale sulla battaglia di Stalingrado, la cui seconda parte – dal titolo Vita e destino – assurge indubbiamente al rango di capolavoro: un’opera di livello altissimo, che impressiona per la rara potenza espressiva e innalza l’autore tra i massimi esponenti della letteratura mondiale.

I due studiosi statunitensi dedicano grande attenzione alla genesi di un testo estremamente complesso, nel quale lo scrittore ebreo-russo ripercorre gli avvenimenti bellici, riflette su alcune questioni che si sarebbero poste successivamente in tutta la loro drammaticità, descrive le grandi e piccole persone, racconta dell’eterna sfida tra il bene e il male che si svolge nell’ambito dei più spietati regimi totalitari del Novecento, ma non trascura di inserirvi tutti i classici ingredienti della narrativa romanzesca, quali sentimenti e passioni, idee che lottano o si incontrano, vittorie e sconfitte. In Vita e destino Stalingrado diventa insomma un vero e proprio mondo in cui l’essere umano, l’esistenza che è chiamato a vivere e la sorte che lo attende trovano la loro compiuta rappresentazione.

Nel 1961 il manoscritto venne sequestrato dal KGB: sarebbe stato pubblicato oltre 20 anni dopo, quando Grossman era morto ormai da tre lustri. L’intervento del Servizio segreto sovietico non era per la verità giunto inaspettato, visto che l’autore aveva confrontato le proprie osservazioni ed esperienze di corrispondente di guerra con le distorsioni contenute nelle ricostruzioni ufficiali e il loro tentativo di alterare la storia, arrivando a concludere che la Germania hitleriana e la Russia sovietica erano molto simili.

Grossman, che nel corso degli anni Cinquanta aveva patito i tormenti provocati da una grave crisi spirituale e politico-filosofica, era diventato intanto un convinto sostenitore dei valori della libertà; si era cioè reso conto della natura violenta di ogni ideologia, aveva meditato sul ruolo dell’individuo e affermato l’irriducibilità dell’io di fronte a ogni potere. Oltre all’enorme valore letterario, è probabilmente questo il lascito più grande che abbiamo ricevuto da Grossman e che continua a costituire un importante argomento di riflessione.

JOHN GARRARD – CAROL GARRARD
Le ossa di Berdičev. La vita e il destino di Vasilij Grossman
Bologna, Marietti 1820, 2020, 488, € 29,00.

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