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Questo è un libro di gradevole lettura, né lungo né pedante e ricco di ottime immagini.
Oggi è necessario offrire una guida seria alla lettura e all’interpretazione delle opere d’arte, specialmente se si tratta di arte cristiana. Vari elementi rendono difficile una lettura corretta di opere lontane nel tempo: simboli, attributi, colori usati dagli artisti rinascimentali e barocchi non sono più familiari agli osservatori odierni. Inoltre, l’ignoranza religiosa rende ancor più ardua la comprensione di molta arte cristiana. Il libro ci offre gli strumenti per farlo.
Lydia Salviucci, professoressa di Storia dell’arte cristiana alla Pontificia Università Gregoriana, propone un metodo chiaro, di taglio storico, per lo studio e l’interpretazione dell’arte cristiana, non genericamente dell’arte sacra. Pertanto ha ripreso le sette domande proposte da Cicerone – più una (a quo?) – per una corretta composizione letteraria o per un discorso ben fatto secondo i princìpi della retorica classica. Le domande, usate nel tempo in diversi campi del sapere, vengono offerte come guida alla lettura interdisciplinare e accurata di opere d’arte relative ai periodi rinascimentale e barocco.
La prima parte del libro illustra le motivazioni scientifiche del lavoro: lo studio dell’arte ha regole e metodi comuni per chiunque. Si richiede un serio metodo storico, con riferimento alle fonti archivistiche e letterarie. Trattando di arte cristiana, si fa riferimento ai quattro sensi della Sacra Scrittura – letterale, allegorico, morale e anagogico –, utili per una lettura profonda e precisa delle opere con un contenuto riferibile alla tradizione scritturistica ed ecclesiastica.
Nella seconda parte, troviamo esposte le otto domande. Quid? Occorre imparare a vedere: di che si tratta? Qual è il soggetto dell’opera? Quis? Il focus si sposta sull’artista e sul suo rapporto con il sacro, considerando la formazione e l’ambito di lavoro. Quomodo? Quali i mezzi tecnici, stilistici usati dall’autore? Come l’arte si pone a servizio della fede. La bellezza non è solo un dato estetico, formale, ma rinvia alla bellezza metafisica, divina, espressa dall’opera. Ubi? Per dove fu pensata e realizzata l’opera? Dove si trova? Quando? Quando fu realizzata? A quo? Chi fu il committente e per quale scopo chiese l’opera? Quali indicazioni diede all’artista? Si trattano le relazioni tra l’artista, i committenti e i religiosi o il clero che offrivano indicazioni importanti. Quibus auxiliis? Quali le fonti, i modelli, i consigli ricevuti? Quid? La domanda viene ripetuta, questa volta con l’intento di identificare l’iconografia – disegni preparatori, posa dei personaggi, attributi usati… – e l’iconologia: cosa ha voluto esprimere l’artista? Cur? Qual è il significato originario dell’opera in quanto arte cristiana. L’A. evidenzia vari elementi: l’ermeneutica; il rapporto tra segno e simbolo; l’opera come memoria fidei. Si definiscono i concetti teologici dell’arte cristiana, che è sempre rappresentazione visiva della Parola, e si sottolinea pure il ruolo del fedele che osserva. Occorre anche considerare la bibliografia critica sull’opera e la sua fortuna critica.
Per ogni punto l’A. inserisce un paragrafo sul senso teologico della questione e termina con un paragrafo sul modus procedendi, ossia con l’applicazione della domanda in questione all’opera in esame. Da notare l’uso sapiente delle terzine dantesche, poste qua e là a integrazione e anticipazione di temi importanti. È un suggerimento ulteriore, che apre una prospettiva di lettura interdisciplinare e intertestuale del contenuto del libro.
La terza parte tratta della responsabilità dello studioso, delle possibili implicazioni e dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che va sempre completato e controllato dall’intelligenza e dalla sensibilità umane, e infine dell’apertura a una rilettura attualizzata di un’opera d’arte.
L’ampia quarta parte offre un’applicazione del metodo alla Madonna di Foligno di Raffaello, conservata nei Musei Vaticani.
La bibliografia è detta «essenziale», non tanto per il numero dei titoli (294, di cui 59 relativi alla sola quarta parte), ma per il riferimento alle diverse domande. L’indice biblico e quello dei nomi aiutano la ricerca e una lettura puntuale in vista di incroci trasversali.