RECENSIONE

Rocco D'Ambrosio

IL POTERE

Uno spazio inquieto

Il potere

Filippo Cucuccio

Quaderno 4115

pag. 515 - 516

Anno 2021

Volume IV

4 Dicembre 2021
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Quali sono le connotazioni del potere? Come si manifesta? Come incide sulla vita di ciascuno di noi? Questi sono interrogativi fondamentali, che nell’attuale periodo di crisi socioeconomica, innescata dalla devastante pandemia di Covid-19, assumono una valenza non soltanto teorica, ma anche pratica, legata alle nostre esperienze di vita quotidiana, nelle istituzioni in cui siamo inseriti: dalla famiglia alle associazioni, dalla scuola alle altre strutture burocratiche, dai partiti politici ai sindacati.

Ecco perché questo interessante libro di Rocco D’Ambrosio, professore di Filosofia politica presso l’Università Gregoriana di Roma, va accolto con attenzione, in quanto, partendo da alcuni significativi presupposti concreti – il potere appartiene alle nostre vite, impone scelte etiche a ciascuno di noi; la scena del potere è qualcosa che ci riguarda da vicino; le risposte sulla tematica del potere sono spesso ambigue e non del tutto convincenti –, sollecita nel lettore adeguati approfondimenti.

L’approccio scelto dall’autore è duplice: antropologico ed etico. Inoltre, egli si avvale sia della sua consolidata preparazione in campo filosofico, sia del suo radicamento nei princìpi cristiani, sia di una scelta decisamente suggestiva come compagno di questo viaggio complesso e affascinante: il grande drammaturgo e commediografo inglese William Shakespeare, che al potere ha dedicato numerosi passaggi in molte delle sue opere.

Il libro si compone di tre capitoli, dedicati alla natura del potere e alle sue manifestazioni, ai soggetti del potere e alle modalità con cui il potere influisce su di essi e, infine, a quella che può essere considerata la «scena del potere», ossia le istituzioni delle quali ciascuno di noi fa un’esperienza concreta.

Il lettore viene così condotto in un itinerario che suggerisce tappe significative, quali: l’origine del potere, il legame tra il cristianesimo e il potere, la confutazione di alcune ideologie e saperi gnostici, l’illustrazione degli elementi fondanti dell’anarchia, la simbologia del potere e l’analisi della crisi dei valori politici attuali, colta attraverso l’incapacità di creare simboli ad alto contenuto antropologico ed etico.

Seguono le pagine che trattano dei soggetti del potere e delle patologie da cui essi possono essere affetti, delle tentazioni del potere, delle contiguità tra potere e violenza, delle inquietudini che lo accompagnano e del senso dello humour nei leader.

Conclude il libro il capitolo sulla «scena del potere», con passaggi concettuali interessanti, dedicati alle qualità etica e tecnica degli elettori, agli aspetti di conoscenza del potere, di fiducia, di partecipazione, di rispetto, di vigilanza, che sono gli ingredienti essenziali per fornire un sostegno autentico e consapevole al potere.

Il libro di D’Ambrosio sviluppa dunque riflessioni profonde su questioni fondamentali che vanno al di là della dimensione spazio-temporale, presentate con uno stile scorrevole e un afflato poetico, complici i numerosi e ben scelti riferimenti a Shakespeare.

ROCCO D’AMBROSIO
Il potere. Uno spazio inquieto
Roma, Castelvecchi, 2021, 240, € 19,50.

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