RECENSIONE

Péter Erdő, B. Esposito (ed.)

IL DIRITTO CANONICO TRA SALVEZZA E REALTÀ SOCIALE

Il diritto canonico tra salvezza e realtà sociale

Patrick Valdrini

Quaderno 4119

pag. 307 - 309

Anno 2022

Volume I

5 Febbraio 2022
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Il cardinale Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest, è noto per essere stato relatore generale nei due Sinodi dei vescovi sulla famiglia del 2014 e del 2015. È stato docente universitario e rettore dell’Università cattolica Péter Pázmány di Budapest, prima di diventare arcivescovo di quella città e primate d’Ungheria. Nonostante i numerosi incarichi ricoperti dopo la sua nomina, ha continuato a pubblicare, in particolare nell’ambito del diritto canonico. Questo volume raccoglie i suoi articoli editi in lingua italiana negli ultimi 25 anni (1995-2020).

Gli scritti trattano principalmente temi canonistici, ma al tempo stesso pongono l’attenzione su questioni che riguardano l’evoluzione della società: una preoccupazione che unisce la passione del ricercatore a quella del pastore. Tale è il senso e il pregio di questo volume, come spiega il curatore dell’opera, p. Bruno Esposito: «In questo arco di tempo, si potevano raccogliere gli studi dell’accademico a tempo pieno e del pastore della diocesi, registrando così la proficua osmosi tra la preparazione culturale, teologica e canonica sul governo e l’influenza dell’esperienza di governo sulla qualità della sua preparazione scientifica» (p. 17).

Questo ricco approccio emerge costantemente nel volume. Ad esempio, in uno dei saggi sulla pastorale dei gruppi etnici, l’autore conclude il suo studio affermando: «Alla luce della mobilità straordinaria di oggi, è di nuovo attuale ripensare con attenzione i criteri che abbiamo presentato, elaborati nel diritto medievale, e riconoscere, oltre alla funzione di mera comunicazione, la forza creatrice di simpatia, fiducia e comunità che solo la conoscenza di una lingua può debitamente realizzare» (p. 504).

La prima parte del volume riunisce gli scritti sui «Temi fondamentali», nei quali si riflette la concezione che l’autore ha della Chiesa come popolo di Dio, che fin dagli inizi è segno e strumento efficace, cioè sacramento di salvezza. Così, nell’articolo sulla salus animarum, egli scrive: «Il supremo interesse pubblico della Chiesa non si deduce semplicemente dai diritti soggettivi dei singoli, assicurati loro dalle norme canoniche, ma soprattutto dalla missione ricevuta da Cristo, che rimane la vera forza istituzionalizzante e la ragion d’essere della Chiesa» (p. 50).

La seconda parte affronta questioni relative all’organizzazione gerarchica della Chiesa – come l’ampia questione della sinodalità e dello status delle Conferenze episcopali –, nelle quali l’autore manifesta la sua profonda esperienza acquisita in tanti anni sia a livello nazionale sia a livello europeo. In tale contesto, egli fa un’interessante osservazione sul «pericolo di alienazione» tra la fondazione teologica delle Conferenze dei vescovi e il loro funzionamento.

La terza parte del volume raccoglie alcuni articoli su «Questioni canoniche connesse alla liturgia», in particolare sul diritto riguardante i sacramenti (battesimo, cresima e penitenza), sempre con l’attenzione a proteggere «l’identità religiosa della comunità cattolica in una società che diventa sempre più multirazziale e multireligiosa» (p. 571).

L’ultima parte del volume è dedicata al «diritto processuale» della Chiesa. Un articolo presenta le osservazioni dell’autore sulla nuova regolamentazione del processo matrimoniale che papa Francesco ha riformato con il «motu proprio» Mitis Iudex Dominus Iesus del 15 agosto 2015, mentre altri affrontano questioni più teoriche, fondamentali, come la distinzione tra foro interno ed esterno nel diritto canonico e la questione della certezza morale nel pronunciamento del giudice.

Tutti gli articoli del card. Erdő sono essenziali per la dottrina canonistica – come nota il prof. Feliciani nella Prefazione del libro – per «l’evidente privilegio concesso dall’Autore alle ricerche di carattere storico» (p. 11). Essi promuovono quindi una concezione dello ius canonicum che, da un lato, è tradizionale, per il posto che l’autore dà al contenuto della legge che dev’essere razionale (rationabilis) e, dall’altro, è attuale, facendo riferimento a Paolo VI, che si è impegnato a introdurre una teologia del diritto, alla quale l’autore ha dedicato interessanti studi. Lo scopo del card. Erdő, studioso e pastore, è quindi chiaro: «coltivare il diritto canonico nel contesto del mistero della Chiesa» (p. 86).

PÉTER ERDŐ
Il diritto canonico tra salvezza e realtà sociale.
Studi scelti in venticinque anni di docenza
e pastorale
a cura di BRUNO ESPOSITO
Venezia, Marcianum, 2021, 784, € 45,00.

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