L’ARTE DELLA COMUNICAZIONE SECONDO SAN GREGORIO MAGNO

Quaderno 4119

pag. 229 - 238

Anno 2022

Volume I

5 Febbraio 2022
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Papa Gregorio I (590-604) era un grande comunicatore e voleva che i pastori d’anime fossero efficaci comunicatori. Per fare questo, però, occorrono delle regole, una specie di deontologia della comunicazione. Oggi si comunica di tutto su tutto, ma resta il problema: chi sono i comunicatori? Come si sono formati? Chi giudica se una comunicazione è buona? Con quali criteri? Come appurare la verità di una informazione?

Gregorio afferma che ci sono quattro modi di comunicare, e lo dice nel suo latino che a noi può sembrare un puro gioco di parole, ma che è efficace più di ogni traduzione: «Ogni comunicazione ‒ egli scrive ‒ può attuarsi secondo quattro modalità: aut mala male, aut bona bene, aut mala bene, aut bona male» (ComGb V, 23, 5). Ed ecco come egli spiega questa sua formula.

Mala male, si verifica quando il male (mala) è presentato senza che sia condannato o quando è persino approvato, e questa è certamente una pessima comunicazione (male). Bona bene, avviene quando le cose buone (bona) sono comunicate nel modo giusto (bene), cioè approvandole e incitando al bene. Mala bene, significa che si possono comunicare anche cose in sé cattive (mala), purché lo si faccia disapprovandole, e questo è un bene. Infine c’è anche il bona male, e ciò succede quando il contenuto della comunicazione è in sé buono (bona), ma viene presentato in modo da metterlo in cattiva luce, ridicolizzandolo o svalutandolo, e questo è un male.

Gregorio porta alcuni esempi biblici di questa quadruplice comunicazione. Così, nel primo caso (mala male) rientra la moglie di Giobbe, quando dice al marito: «Maledici Dio e muori!» (Gb 2,9). La donna infatti suggerisce una cosa cattiva (mala), come è maledire Dio, e incita a farla, il che è male. Nel secondo caso (bona bene) rientrano le parole di Giovanni Battista, che dice: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!» (Mt 3,2). Il Battista infatti annuncia un bene (bona), il regno di Dio, e indica come accoglierlo, cioè con la conversione (bene)…

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THE ART OF COMMUNICATION ACCORDING TO SAINT GREGORIO THE GREAT

Pope Saint Gregory the Great (590-604) wrote a precious treatise on the art of preaching, that is, of communicating the Gospel; the Pastoral Rule. Taking its cue from this and other writings, the article summarizes Gregory’s thought in four forms of communication, which he called: aut mala male; aut bona bene; aut mala bene; and, aut bona male. Following Pope Saint Gregory, probably no other pope has insisted as much on preaching as an “art” of communicating the Gospel as Pope Francis, who has set an example with his own preaching. We think that the reflections of these two Popes on the art of preaching can offer valid insights for those who work outside the ecclesial sphere, in the public space.

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