Qual è il segreto del successo universale di Le avventure di Pinocchio? Perché, a oltre un secolo dalla sua pubblicazione, il burattino di legno continua a parlare a lettori di ogni età, cultura e continente?
Questo è il testo della letteratura italiana più tradotto al mondo[1]. La versione tedesca del 1905 aprì al capolavoro di Carlo Collodi le porte della scena letteraria internazionale[2]; da allora il romanzo è stato tradotto in quasi tutte le lingue, attraversando confini geografici, culturali e religiosi e dimostrando una sorprendente capacità di adattarsi ai contesti più diversi.
Il bicentenario della nascita di Collodi offre l’occasione per tornare a interrogarsi su quest’opera straordinaria. Con lo pseudonimo di Collodi firmava le sue opere Carlo Lorenzini (1826-1890), giornalista e scrittore fiorentino, figura di primo piano della cultura risorgimentale. Penna brillante e spesso ironica, ha fondato periodici come Il Lampione e Scaramuccia, ha partecipato come volontario alle guerre d’indipendenza del 1848 e del 1859 ed è stato profondamente coinvolto nel dibattito civile del suo tempo. Accanto all’attività giornalistica, prima di dare vita al celebre burattino, si è dedicato con interesse alla letteratura per l’infanzia, traducendo le fiabe di Perrault e pubblicando opere pedagogiche come Giannettino e Minuzzolo[3].
Pubblicato dapprima a puntate sul Giornale per i bambini nel 1881 e raccolto in un volume nel 1883, Le avventure di Pinocchio ha progressivamente superato i confini della letteratura per diventare uno degli archetipi culturali della modernità. Il cinema, il teatro, il fumetto, l’illustrazione, la televisione e persino il videogioco hanno continuamente reinterpretato il racconto di Collodi, mostrando la straordinaria fecondità simbolica del testo. Dal celebre film d’animazione di Walt Disney (1940) allo sceneggiato televisivo di Luigi Comencini (1972), dal film di Roberto Benigni (2002) a quello di Matteo Garrone (2019), fino al visionario Pinocchio di Guillermo del Toro (2022), che ambienta la vicenda nell’Italia fascista mettendone in luce le tonalità più oscure, epoche e culture diverse sembrano aver trovato ispirazione nelle avventure del burattino di legno. Anche opere lontane dall’originale, come il videogioco Lies of P (2023), che trasforma Pinocchio in un racconto gotico di ispirazione steampunk, o il fumetto Pinocchio di Winshluss (2008), radicale decostruzione della fiaba in chiave satirica e distopica, testimoniano la straordinaria vitalità dell’immaginario collodiano.
“Le avventure di Pinocchio ha superato i confini della letteratura per diventare uno degli archetipi culturali della modernità.
Ridurre Le avventure di Pinocchio a un semplice romanzo pedagogico sarebbe tuttavia limitante.
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