La migrazione africana è anzitutto un fenomeno interafricano. Le percezioni dominanti diffuse in Europa lasciano spesso credere che le migrazioni africane siano orientate principalmente verso Nord, o meglio, verso l’Europa. Al contrario, le statistiche più recenti fornite dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e dal Dipartimento per gli affari economici e sociali delle Nazioni Unite (Onu-Desa) mostrano uno scenario ben diverso: gli africani migrano anzitutto in Africa. Secondo il rapporto 2024 dell’Oim, più della metà dei migranti originari del continente risiede in un altro Paese africano: una tendenza confermata dalle stime demografiche dell’Onu-Desa, che sottolineano il predominio dei flussi interregionali nella dinamica migratoria africana.
La prevalenza di una mobilità interna si spiega sulla base di logiche strutturali antiche e persistenti. Gli spostamenti regionali si realizzano in territori vicini, dove i costi, i rischi e le barriere amministrative sono minori. Si fondano su continuità linguistiche, culturali e storiche che facilitano l’insediamento, nonché su reti familiari e comunitarie che svolgono un ruolo determinante nei processi migratori[1]. I poli economici regionali, come il Sudafrica, la Costa d’Avorio, il Kenya e la Nigeria, attirano da decenni manodopera dai Paesi vicini, in settori che spaziano dall’agricoltura all’estrazione mineraria, dal commercio ai servizi. Tuttavia, le migrazioni all’interno del continente africano possono incontrare ostacoli considerevoli. Un esempio recente sono gli episodi di xenofobia registrati in Sudafrica, dove gruppi di migranti provenienti da altri Paesi africani sono stati vittime di violenze e discriminazioni[2].
I quadri giuridici che disciplinano la libera circolazione, istituiti dalle comunità economiche regionali, tra cui la Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale (Cedeao), la Southern African Development Community (Sadc) e l’East African Community (Eac), rafforzano ulteriormente tale dinamica. Pur essendo ampiamente documentata, questa realtà statistica continua a essere esclusa dalle narrazioni europee che privilegiano le immagini delle traversate del Mediterraneo diffuse dai media. Per quanto drammatiche, queste scene rappresentano solo una minima parte degli spostamenti africani. La loro sovraesposizione mediatica contribuisce a nutrire l’idea di una pressione migratoria africana sull’Europa, mentre i dati mostrano che i percorsi migratori si realizzano perlopiù all’interno del continente. Questa focalizzazione mediatica occulta il ruolo centrale della migrazione intra-africana nelle economie regionali, quando invece sostiene i mercati del lavoro, alimenta i trasferimenti di denaro e consolida la resilienza delle famiglie.
A tale proposito, il ricercatore nigeriano Aderanti Adepoju ha chiarito che le migrazioni in Africa sono un fenomeno antico, strutturato e vitale per le società del continente. I suoi
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