Jón Kalman Stefánsson (foto: Hreinn Gudlaugsson)

JÓN KALMAN STEFÁNSSON

“Ciò che non comprendiamo rende il mondo più ampio”

Quaderno 4147

pag. 38 - 52

Anno 2023

Volume II

1 Aprile 2023
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«Ciò che non comprendiamo rende il mondo più ampio», afferma la voce narrante dell’ultimo romanzo di Jón Kalman Stefánsson, che si conferma uno degli autori più interessanti della scena letteraria contemporanea. L’uscita del suo ultimo romanzo La tua assenza è tenebra ci dà l’occasione per parlarne e presentarlo.

«Sono rimasto lì a guardare la corriera apparire sulla cresta del monte, come una frase con cui la brughiera si rivolge al fiordo».

Con una scrittura potente e intessuta di poesia, perché «la vita o la poesia? Sono la stessa cosa»: Stefánsson ha reso l’intreccio tra le due anime della sua esperienza di scrittore, di poeta agli esordi e di narratore in seguito, il timbro unico e particolare del suo stile, che si nutre di sensibilità e capacità di scrittura distinte e armonizzate.

Vita e funzione della letteratura

Chi è Jón Kalman Stefánsson? Islandese, nasce a Reykjavík il 17 dicembre 1963. Segnato dalla morte della madre in giovane età, a 12 anni si trasferisce con il padre e la sua nuova compagna di vita a Keflavík. Termina la scuola dell’obbligo nel 1979 e inizia subito a lavorare.

Lo scrittore racconta così quel passaggio: «Troppo imbranato per un istituto tecnico, non abbastanza intelligente per un liceo; la matematica e la grammatica, codici cifrati incomprensibili provenienti da un altro sistema solare. Uscito dall’ultimo anno di scuola dell’obbligo con due in matematica e cinque in islandese, e così più o meno in tutte le materie. […] Sono maturato tardi, sono rimasto bambino a lungo, i capelli di un rosso criminale con riccioli fitti impossibili da pettinare, e a volte balbettavo talmente tanto che le parole mi si frantumavano in bocca. Un caso disperato».

Stefánsson si butta nel mondo del lavoro a 15 anni e mezzo; per tre anni si impiega nella salatura degli stoccafissi e per una stagione come operaio in un macello a Búðardalur, nei Fiordi Occidentali, che saranno lo sfondo del suo libro più famoso, Luce d’estate ed è subito notte

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