Social Capital (Unsplash/rawpixel)

IL CAPITALE SOCIALE

Una risorsa indispensabile per la qualità della vita

Quaderno 4049

pag. 417 - 430

Anno 2019

Volume I

2 marzo 2019

ABSTRACT – La capacità di reagire di fronte a eventi negativi è notevole nell’essere umano, soprattutto se può contare sul supporto della comunità, dei suoi valori e tradizioni di riferimento. Si tratta di una discriminante fondamentale, che trova conferma nelle ricerche e che smentisce il postulato individualistico dell’uomo che «si fa da sé».

Ma quali sono gli elementi che contribuiscono alla salute di una comunità? Robert Putnam, un politologo statunitense, li ha riassun­ti con il termine «capitale sociale»: un bene indispensabile che, analogamente alle banche e ai centri di investimento, è alla base della ricchezza di una società sotto il profilo della qualità della vita, consentendo di affrontare difficoltà e problemi anche rilevanti. Il termine venne impiegato per la prima volta, nel 1916, da Lyda Judson Hanifan, ispettore delle scuole di campagna della Virginia, quando notò la forte correlazio­ne tra la dimensione comunitaria e il rendimento scolastico. Ne conseguono la diminu­zione del tasso di violenza e criminalità, un maggiore impegno civico e la fiducia nelle istituzioni. Quando una comunità è coesa, il senso civico è parte del vissuto ed è praticato non soltanto perché una legge lo prescrive.

Il crescente individualismo rappresenta oggi la minaccia più grave alla qualità della vita proprio perché, erodendo il capitale sociale, genera sfiducia, spinge le persone a ripiegarsi su di sé, accrescendo il senso di malessere e di solitudine che porta ad aumentare il con­sumo di beni per colmare tali carenze e accentuando abitudini di­struttive.

Un’altra grave conseguenza dell’individualismo è costituita dalla crisi delle istituzioni e dalla crescente distanza dai cittadini, con gravi derive populiste, i cui effetti si stanno manifestando in tutte le democrazie occidentali.

Purtroppo l’individualismo non è mai stato veramente messo in discussione in sede culturale, anche perché è fonte di notevole pro­fitto economico a livello commerciale, industriale e professionale. Ma i costi che presenta in termini di sofferenza e di vite umane non possono essere più ignorati. Da qui l’appello di Putnam: «Abbiamo disperatamente bisogno di creatività civica».

In questo quadro, vale la pensa interrogarsi sul possibile contributo della dimensione religiosa per il bene comune. Una ri­cerca condotta da Guiso, Sapienza e Zingales ha mostrato come la fede religiosa sia di aiuto per il senso civico, il rispetto delle leggi, la solidarietà e la fiducia nei confronti del prossimo, in particolare verso i più emarginati. L’indagine mostra anche che i pericoli di intolleranza e di chiusura diventano più alti in coloro che disertano l’istituzione e la pratica e coltivano una religiosità «fai da te».

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SOCIAL CAPITAL. An indispensable resource for the quality of life

The ability of human beings to react to negative events is remarkable. This is especially evident when we can count on the support of a community, its values and traditions of reference. Robert Putnam, an American political scientist, has summarized this multiple contribution with the term “social capital”: an indispensable asset that, like banks and investment centers, is the basis of the wealth of a society in terms of quality of life. It permits us to confront difficulties and even important problems. This is why its erosion must be a cause for great concern. This article presents the principal characteristics of social capital, the reasons for its crisis, and some possible paths for its revival.

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