Un nuovo passaggio nelle sale cinematografiche nella versione 3D del primo episodio, La minaccia fantasma, della doppia trilogia di Star Wars (Guerre stellari) di George Lucas consente di rileggere con un certo distacco, ma anche con un’abbondanza di dati e di pubblicazioni, quello che da molti viene definito un caposaldo della storia del cinema, o almeno uno degli esiti più interessanti degli ultimi cinquant’anni. Occorre osservare che tra i primi film, all’inizio del secolo scorso, troviamo già il genere fantastico e fantascientifico con Il viaggio nella luna (1902) di Goerges Méliès e, tra le pietre miliari di tutta la storia della decima arte, abbiamo, più vicina a noi, Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick, ispirata all’altrettanto celebre romanzo di Arthur C. Clarke (1917-2008).
Il regista George Lucas
George Walton Lucas jr è nato a Modesto, California, il 14 maggio 1944. Durante gli anni Sessanta studia alla University of Southern California di Los Angeles, una delle prime università ad avere un corso dedicato al cinema. Dopo una serie di cortometraggi, tra il 1965 e il 1971, che in parte per stile e contenuti preparano i film successivi, firma la regia di THX 1138, cioè L’uomo che fuggì dal futuro (1971), che con il successivo American Graffiti (1973) è appunto propedeutico al terzo film, Star Wars (1977), primo ma in realtà quarto dei sei atti della saga di Guerre stellari. Mentre THX 1138 è una storia di fantascienza, dall’assunto e dallo stile narrativo raffinato, American Graffiti è l’epopea di un gruppo di giovani amici che reagiscono allo scenario sociale statunitense degli anni Sessanta.
Per il suo terzo lungometraggio, a Lucas, più che girare un film di fantascienza, interessava una storia con personaggi ideali, ma molto ben caratterizzati[1]. Inoltre, egli aveva a cuore la realizzazione di un film per giovani e adulti, un film di cui tutti parlano e che si desidera vedere più volte. Le idee per il soggetto erano tante, ma non facilmente amalgamabili: un omaggio al serial televisivo, come quello degli anni Trenta[2] con le avventure di Flash Gordon; la favola di un padre che mette al mondo due figli gemelli che, all’oscuro l’uno dell’altro, avranno un destino avventuroso; l’attenzione ai grandi temi sociali che interessavano sempre più l’umanità intera, come la crisi degli ideali, la perdita dell’identità giovanile, le cocenti impressioni per le stragi della guerra in Vietnam, le questioni razziali.
Queste tematiche e una nuova maniera di
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