Nella recente enciclica Magnifica humanitas, papa Leone XIV mette il mondo contemporaneo di fronte a un’alternativa: lasciarsi imprigionare in un’utopia tecnologica alimentata dall’orgoglio, indifferente ai costi umani che essa produce, oppure edificare insieme un mondo capace di sostenere lo sviluppo armonioso di tutti. L’intero testo è attraversato da due idee fondamentali. La prima è che le nostre società debbano essere in grado di accogliere e sostenere ogni persona e la sua inalienabile dignità, giovani e anziani senza distinzione. La seconda è che non stiamo costruendo soltanto per l’oggi, ma stiamo gettando le basi della società di domani, e dobbiamo farlo con responsabilità. In altri termini, il Papa richiama sia l’equità intergenerazionale sia la responsabilità verso i diritti delle generazioni future.
Le idee sviluppate nell’enciclica non espongono considerazioni astratte: costituiscono un vero e proprio appello all’azione. Il Papa indica una direzione da seguire e mette in guardia dai pericoli da evitare, ma i princìpi che propone devono ancora trovare una traduzione concreta nell’azione sociale e politica. Egli non offre soluzioni preconfezionate, valide in ogni tempo e in ogni luogo: spetta alle persone, alle organizzazioni della società civile, agli educatori, alle imprese e ai responsabili politici trovare il modo di tradurre i princìpi della Dottrina sociale della Chiesa nel proprio contesto.
Pochi mesi prima della pubblicazione dell’enciclica Magnifica humanitas, la Commissione europea aveva presentato un importante documento: la Strategia sull’equità intergenerazionale[1], il primo testo di questo genere elaborato e pubblicato dall’istituzione europea. Le organizzazioni cattoliche, e in particolare il Jesuit European Social Centre (JESC), hanno accompagnato il processo di elaborazione e di sviluppo di questo documento. L’articolo si propone di condividere alcune riflessioni maturate nel corso di tale esperienza, come esempio di traduzione dei princìpi della Dottrina sociale della Chiesa nella pratica. Al tempo stesso, cercherà di chiarire con maggiore precisione le due nozioni di «equità intergenerazionale» e di «diritti delle generazioni future».
Equità intergenerazionale
Nella sua essenza, l’equità intergenerazionale rappresenta una particolare applicazione del principio del bene comune. Come quest’ultimo riguarda l’assetto della società, ossia le sue strutture sociali, politiche ed economiche e il modo in cui esse incidono sulla possibilità delle persone di condurre una vita dignitosa e ricca di significato, così l’equità intergenerazionale concentra l’attenzione sull’equilibrio nella distribuzione delle opportunità e delle risorse tra le diverse generazioni. Tradizionalmente ciò ha comportato un’attenzione particolare ai giovani e agli anziani.
Nel contesto europeo, questa prospettiva appare molto pertinente, poiché entrambi i gruppi possono
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