CAVOUR A 160 ANNI DALLA MORTE

Quaderno 4107-4108

pag. 221 - 231

Anno 2021

Volume III

7 Agosto 2021
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Camillo Benso conte di Cavour, di cui quest’anno ricorre il 160° anniversario dalla morte, fu «il grande regista» del Risorgimento nazionale, un uomo di Stato abile e intelligente, che seppe compiere «il primo miracolo italiano: l’Italia». Egli fu un vero maestro della politica, ma di quella politica che è «sottile arte della mediazione e della tessitura», trionfo del sano pragmatismo su ogni visione romantica e utopistica della stessa. Eppure, una volta egli ebbe a dire che in politica «ogni piano, ogni progetto è inutile, tutto dipende da un accidente […]. La storia è una grande improvvisatrice». Ed è per questo – aggiungeva – che «bisogna prendere la fortuna per i capelli»]. Essere cioè pronti ad agire al momento giusto. Ed è appunto questo ciò che egli fece nella sua lunga attività di uomo politico (1848-61).

Cavour, divenuto presidente del Consiglio dei ministri nel 1852, perseguì instancabilmente l’espansione del Regno di Sardegna in vista della creazione di un Regno dell’Alta Italia in grado di stabilire la sua egemonia su un’Italia indipendente, e soltanto successivamente, in circostanze che egli non aveva affatto previsto, abbracciò la prospettiva unitaria. «L’esito del Risorgimento nazionale e della sua dialettica politica e sociale nel 1859-60 – scrive Massimo Luigi Salvadori – smentì sia le aspettative di Cavour, poiché approdò alla formazione di uno Stato unitario che a lungo egli aveva ritenuto sia non auspicabile sia impossibile», sia quelle di Giuseppe Mazzini riguardo alla creazione di uno Stato democratico e repubblicano, che cresce dal basso. In ogni caso, il conte piemontese ebbe il merito di riuscire a inglobare nel proprio disegno politico l’imprevedibile azione insurrezionale di Garibaldi, il prestigioso liberatore del Mezzogiorno, che, partito con le sue mille «camicie rosse» dalla Liguria, portò a conclusione un’impresa che…

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CAVOUR, 160 YEARS AFTER HIS DEATH

The 160th anniversary of the death of Camillo Benso, occurs this year. This Count of Cavour was “the great director” of our national Risorgimento, and an able and intelligent statesman who was able to accomplish “the first Italian miracle, namely the creation of country we know today as “Italy”. The last months of the life of the great statesman from Turin were entirely dedicated not only to the complex issues concerning the formation of the Kingdom of Italy, but also to the resolution of the religious question, or rather the relationship between the State and the Church in the new Italian order. In addition to exploring this theme, this article will deal with the position that Charles de Montalembert, a French Catholic politician and intellectual, took on this matter in the pages of our magazine. He was often quoted in his speeches by Cavour as the brilliant creator of the famous principle of a “free Church in a free State”.

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