LETTERA ENCICLICA «SPE SALVI» DEL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI AI VESCOVI, AI PRESBITERI, E AI DIACONI, ALLE PERSONE CONSACRATE E A TUTTI I FEDELI LAICI SULLA SPERANZA CRISTIANA

Quaderno 3780

pag. 555

Anno 2007

Volume IV

La Scrittura lega la speranza alla fede, perché senza Dio non c’è speranza. Egli ci ha comunicato in Cristo la certezza di un futuro positivo, e questa rende vivibile il presente. Molti non hanno più una fede che sostenga la speranza, perché considerano vera soltanto la vita presente, e non la vita eterna. Oggi la fede in Gesù Cristo è spesso sostituita dalla fede nel progresso, ma questo, oltre che un fattore positivo, può diventare anche una minaccia di distruzione: non la scienza ma l’amore salva l’uomo. La speranza cristiana poi, non essendo individualista, è aperta alla carità comunitaria. I «luoghi» di apprendimento della speranza sono la preghiera, sia personale sia pubblica, definita da s. Agostino «esercizio del desiderio»; le nostre azioni in collaborazione con l’opera di Dio; la sofferenza sopportata con amore e la partecipazione alla sofferenza degli altri; il pensiero del Giudizio finale che renderà giustizia per tutti i mali del mondo. Il testo termina con una «preghiera» a Maria, stella della speranza, affinché insegni ai credenti «a credere, sperare e amare», indicando la via verso il Regno.

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