«LA VITA IN COMUNE», UN FILM DI EDOARDO WINSPEARE

Quaderno 4016

pag. 191 - 195

Anno 2017

Volume IV

ABSTRACT – Innamorato fino al midollo del suo Salento, il regista cinematografico Edoardo Winspeare continua a sfornare, film dopo film, immagini che rivelano aspetti segreti di una terra che si offre alla vista con squarci incantevoli di paesaggio.

In Pizzicata (1995) c’è la vita dei contadini con le loro feste e i loro riti, i canti di lavoro e i balli sull’aia (la pizzica), l’orchestrina che suona in piazza e la Messa celebrata in latino, come si faceva prima del Concilio. In Sangue vivo (2000) c’è il conflitto lacerante tra due fratelli. Uno fa il contrabbandiere, l’altro è un musicista. Il primo, pur non essendo un uomo di condotta irreprensibile, resta fedele alla tradizione della famiglia. L’altro se ne allontana. La sola cosa che li unisce è il suono del tamburello. Nel Miracolo (2002) c’è un ragazzino apparentemente dotato di straordinarie capacità taumaturgiche. Ma dai miracoli in stile «moltiplicazione dei pani e dei pesci» l’attenzione si sposta ben presto verso quelli, compiuti senza strepito, che si celano tra le pieghe della vita di ogni giorno. Galantuomini (2007) è la storia a tinte fosche di una donna, figlia di contadini, che diventa il braccio destro del capo di una cosca di criminali. Quando lui non ce la fa più a reggere le fila del clan, lei prende il suo posto. L’anima attesa (2012) è un film dedicato a don Tonino Bello, un sacerdote salentino, prima parroco di Tricase, poi vescovo di Molfetta, morto in odore di santità.

Gli ultimi due film di Winspeare, In grazia di Dio (2014) e La vita in comune (2017), osservano da distanza ravvicinata la realtà attuale del Salento. In grazia di Dio si presenta come un dramma a sfondo sociale. La vita in comune veste i panni variopinti della commedia. Può sembrare una fiaba, ma i personaggi che vi s’incontrano sono vivi e reali. Filippo, sindaco di un paesino del Salento, dà lezioni di letteratura ai carcerati. Pati, detenuto in prigione, sente nascere dentro di sé l’estro della poesia. Angiolino, che voleva essere un boss del crimine, si converte all’ecologia. Biagetto, ragazzo impacciato, trova la strada per diventare uomo. Eufemia, una donna che sa il fatto suo, rappresenta una componente di concretezza in mezzo a tanti uomini che si nutrono di sogni.

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«LA VITA IN COMUNE», A FILM BY EDOARDO WINSPEARE

Edoardo Winspeare’s film La vita in comune may seem like a fairy tale, but the characters we encounter there are alive and real. Filippo, the mayor of a small village in Salento, gives literary lessons to prisoners. Pati, detained in prison, feels the source of poetry growing within himself. Angiolino, who wanted to be a criminal boss, converts to ecology. Biagetto, an awkward boy, finds his way to becoming a man. Euphemia, a woman who knows what’s what, is a component of concreteness in the midst of so many men who live on dreams.

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film in bibliografia: IL MIRACOLO

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