RECENSIONE

PER UNA STORIA DEL SEMINARIO REGIONALE DI CUGLIERI

Vol. II. Le relazioni dei rettori

Quaderno 4054

pag. 407 - 409

Anno 2019

Volume II

18 maggio 2019

La storia del Seminario regionale sardo di Cuglieri, iniziata nel 1927 per volontà di Pio XI e terminata nel 1971 con il trasferimento a Cagliari e la separazione del Seminario (affidato alla responsabilità dei vescovi sardi) e della Facoltà teologica (la cui direzione rimase affidata alla Compagnia di Gesù), è stata già narrata nel primo volume (recensito in Civ Catt. 2017 IV 619 s) della prevista trilogia, di cui ora presentiamo il secondo volume.

Questo raccoglie tutte le relazioni dei rettori, indirizzate annualmente alla Congregazione dei seminari e all’episcopato sardo, pubblicate integralmente, a cui si aggiunge una breve Appendice documentaria e fotografica. Si tratta di 45 testi densi, redatti dai sette successivi responsabili del Seminario. Ne traspaiono il progetto educativo dei gesuiti, la sua articolazione accademica, pedagogica e spirituale, come pure le notevoli e continue problematiche economiche e organizzative della gestione di un grande complesso che ospitava la vita quotidiana di una comunità che superò anche le 300 persone.

I gesuiti dell’allora Provincia torinese della Compagnia di Gesù impegnarono a Cuglieri, nel corso di 44 anni, 105 religiosi, per la formazione di circa 4.500 seminaristi, dei quali circa 1.100 furono ordinati sacerdoti. Tra questi, poi, una ventina divennero vescovi di diocesi sarde. Bastano questi numeri per dare un’idea dello sforzo compiuto dalla Compagnia e dell’importanza del Seminario di Cuglieri per la storia della Chiesa in Sardegna. Non solo per essa, ma – come è stato giustamente osservato – anche per la formazione della classe dirigente sarda nel secolo scorso, dato che molti dei giovani che non continuarono per la via del sacerdozio hanno occupato posti di rilievo nella società.

Nel primo volume e nell’Introduzione al secondo l’A. traccia un bilancio sintetico della vicenda del Seminario, mettendone in rilievo «nove ambiti positivi», fra i quali ricordiamo: la formazione a un progetto vocazionale e pastorale su scala regionale, superando i campanilismi e le rivalità; l’accurata preparazione spirituale, intellettuale e disciplinare; la dimensione missionaria. Allo stesso tempo si rilevano «dieci capitoli di criticità», come l’isolamento geo­grafico, la carenza di esperienza pastorale, la teologia manualistica e la poca sensibilità verso l’identità sarda.

Dalle relazioni emergono le notevoli difficoltà e la scarsità di risorse con cui si dovevano misurare i religiosi responsabili del Seminario nel garantire gli insegnamenti per due interi corsi di differente livello (seminaristico e accademico) e nell’offrire una formazione pastorale e culturale adeguata, nel contesto di un piccolo centro piuttosto isolato nel cuore della Sardegna.

Nelle relazioni degli ultimi anni – soprattutto in quelle del rettore p. Miglio – e nella documentazione integrativa si riscontra l’emergere delle problematiche educative e culturali del postconcilio e del Sessantotto, che porteranno inevitabilmente alla conclusione della vicenda del Seminario di Cuglieri.

Mentre il terzo volume, in preparazione, presenterà le testimonianze e le considerazioni di chi ha vissuto l’esperienza di Cuglieri dal lato dei seminaristi, questo secondo presenta piuttosto le prospettive dei gesuiti educatori. Pur riscontrando con obiettività i loro limiti, l’A. – egli stesso a suo tempo seminarista di Cuglieri – non può non riconoscere con sincera gratitudine il grande contributo dei figli di sant’Ignazio per la crescita della Chiesa in Sardegna.

I gesuiti hanno radici profonde in Sardegna, e molti sardi hanno arricchito le loro file. D’altra parte, tanti gesuiti «del continente» si sono dedicati con totale generosità e con entusiasmo per la maggior parte della loro vita al servizio della Chiesa in Sardegna. La profondità di questo legame si è dimostrata in occasione della stessa conclusione dell’esperienza di Cuglieri. Con l’interessamento dei vertici dell’Ordine – il Preposito generale p. Pedro Arrupe e il suo Assistente, p. Paolo Dezza – la Compagnia ha conservato la direzione accademica della Facoltà teologica, fornendole una nuova sede a Cagliari e garantendone quella continuità che ne fa oggi, con più di novant’anni di storia, la più antica istituzione teologica italiana fuori di Roma.

Vogliamo infine notare che la trilogia del prof. Cabizzosu, se è un prezioso contributo per la storia della Chiesa in Sardegna, lo è allo stesso tempo anche per la storia della Compagnia di Gesù.

TONINO CABIZZOSU
Per una storia del seminario regionale di Cuglieri. Vol. II. Le relazioni dei rettori
Cagliari, Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, 2018, 360, € 30,00.

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