Brexit (iStock/Tanaonte)

BREXIT. IL LABIRINTO INGLESE

Quaderno 4054

pag. 328 - 342

Anno 2019

Volume II

18 maggio 2019

ABSTRACT – Il tema della Brexit è es­senzialmente un tema politico. È una decisione sovrana del Regno Unito (UK) con la quale i suoi cittadini hanno scelto quali relazio­ni vogliono avere in futuro con l’Unione Europea (Ue). Una volta presa questa risoluzione, ai britannici resta da negoziare con la Ue e formalizzare le condizioni della loro uscita, cioè i suoi vari aspetti. L’accordo che l’UK contrarrà con la Ue merita grande rispetto.

Dobbiamo anche ricordare che nella Ue l’UK è sempre stato un socio eccentrico. Lo stesso Winston Churchill aveva detto, alla fine della Seconda guerra mondiale, che per assicurare la pace bisognava in­camminarsi verso gli Stati Uniti d’Europa senza includervi l’UK. Così è avvenuto.

Ciò detto, diventano importanti altre due affermazioni:

  1. la politica britannica, una volta presa la decisione di abbando­nare l’Ue con il referendum del giugno 2016, è entrata in un labi­rinto da cui sembra incapace di uscire. È rimasta intrappolata nella questione irlandese e nell’aritmetica parlamentare.
  2. L’aspetto economico è una componente assai rilevante della Brexit. Sia per i britannici sia per gli europei le conseguenze prati­che di questa decisione storica saranno rilevanti.

Dopo due anni di negoziati, il contenuto dell’accordo destinato a fissare le condizioni del periodo transitorio verso l’uscita definitiva dell’UK dall’Unione Europea è stato per tre volte respinto dal Parlamento britannico. La situazione è davvero molto confusa. Può accadere di tutto.

Due brevi considerazioni di sintesi. Primo: oggi, come ha scritto Robert Skidelsky, grande conoscitore di John Maynard Keynes, «i sostenitori del leave detestano la Ue più intensamente di quanto non la amino i sostenitori del remain». Secondo: quelli che vogliono re­stare pretendono che si torni a uno stato di appartenenza particolare e speciale, perché limitato e ristretto.

L’unica cosa che pareva unire quasi tutti era il desiderio di evitare un’uscita brusca, tuttavia il pericolo che vada a finire così c’è ed è concreto. Fin qui né Londra né Bruxelles sembrano aver trovato una strategia comune per affrontare un divorzio che è stato fissato per il 31 ottobre. Il tradizionale pragmatismo britannico saprà reagire in tempo?

La Brexit delineerà indubbiamente una nuova Ue, meno diver­sificata, ma anche meno coesa. Dopo un decennio di grandi tensioni economiche, sociali e politiche come conseguenza della crisi inizia­ta nel 2008, questa defezione lacererà l’attuale Ue. Si auspica che questo processo causi il minor danno possibile alla convivenza nell’UK e al progetto europeo, e risulti il meno gravoso possibile per i cittadini delle Isole e del Continente.

***

BREXIT. THE UNITED KINGDOM’S LABYRINTH

The result of the Brexit referendum reflects a divided and polarized United Kingdom (UK). After two years of negotiations, the content of the agreement aimed at setting the conditions of the transitional period towards the definitive exit of the UK from the European Union has been rejected three times by the British Parliament. The way forward is extremely unclear, and anything can happen. The only thing that seems to have united almost everyone was the desire to avoid an abrupt exit, but the danger that it ends this way is increasingly likely and concrete. So far, neither London nor Brussels seem to have found a common strategy to deal with a divorce set for October 31. Will traditional British pragmatism react in time?

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