RECENSIONE

Vittorio Capuzza

LORENZO ROCCI S.J.

Diario (anni 1880-1933)

Quaderno 4111

pag. 93 - 95

Anno 2021

Volume IV

2 Ottobre 2021
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Il nome di Lorenzo Rocci è familiare a numerose generazioni di docenti, studenti e studiosi per il famoso dizionario greco-italiano, pubblicato nel 1939 e tuttora in uso. Ma pochi sanno che si trattava di un padre gesuita, e anche solo pochi gesuiti sanno qualcosa della sua vita. Questo nuovo volume ci offre finalmente una conoscenza ampia e approfondita su questo educatore instancabile e sacerdote esemplare. Si tratta della pubblicazione praticamente integrale del suo Diario manoscritto, conservato dapprima nell’archivio della Provincia romana, confluito ora nell’archivio della nuova Provincia euro-mediterranea della Compagnia di Gesù, che copre più di cinquant’anni della lunga vita del Rocci (Fara Sabina, 1864 – Roma, 1950).

Non solo, ma il prof. Vittorio Capuzza, nella sua Introduzione, ci offre una vera biografia, basata su un’attenta documentazione. Inoltre l’archivista, dott.ssa Maria Macchi, ha contribuito al ricco apparato di note archivistiche e biografiche su quasi tutti i numerosi soggetti citati nel documento pubblicato.

La vita di Rocci di per sé non è straordinaria. O meglio, è simile a quella dei moltissimi gesuiti che hanno ricevuto la missione di insegnare materie letterarie o scientifiche nei Collegi della Compagnia di Gesù e lo hanno fatto con dedizione per decenni, cercando di impartire agli studenti un’eccellente educazione umana e cristiana con cui affrontare bene la sfide della vita. Questo fa p. Rocci, dapprima nel piccolo Collegio di Strada (Arezzo) e poi molto a lungo nel rinomato Collegio «dei Nobili» di Mondragone (Frascati). Ma lo fa con tale serietà di preparazione, metodo e capacità didattica, da saper anche redigere per le scuole una Grammatica greca (che avrà 37 edizioni), due libri di Esercizi greci, con una trentina di edizioni, e da essere infine richiesto dalla casa editrice Dante Alighieri di metter mano a quel Vocabolario che sarà il suo capolavoro.

La bibliografia di Rocci in fondo è piuttosto limitata: non scrive molti articoli o libri; non va in giro a fare conferenze; non insegna in università, ma basta sfogliare il Vocabolario e riflettere un momento, e si capisce che cosa faceva. Tuttavia non bisogna pensare che p. Rocci sia una persona chiusa in sé: il Diario, nella sua concisione e precisione, ci presenta un attento lettore dei giornali, interessato e ben informato sugli eventi del suo tempo, sia che si tratti della Prima guerra mondiale e delle sue conseguenze sia della nascita del fascismo, della Conciliazione ecc. Egli coglie con grande interesse e frutto le occasioni che gli si presentano per viaggiare – in generale per accompagnare giovani convittori –, in particolare in Grecia. Segue con attenzione la vita della Chiesa e quella della Compagnia di Gesù. Da questo punto di vista il Diario è una miniera di informazioni interessanti su persone, luoghi, comunità, eventi e, in particolare, sul Collegio di Mondragone, e le oltre 1400 note a piè di pagina ne aiutano molto la lettura.

P. Rocci è anche un sacerdote zelante, direttore per anni della Congregazione Mariana «dei Nobili», presso il Gesù di Roma, e un buon religioso, attento ai suoi confratelli e con profonde relazioni di stima e amicizia con molti di loro. Quando un suo carme latino patriottico, Mare Nostrum, sulle gesta della Marina italiana riceve «riviste laudative da periodici e giornali d’ogni colore», egli conclude: «Io però rimango sempre lo stesso» (p. 464).

Davvero toccanti sono soprattutto la frequenza e il tono delle annotazioni sulle vicende degli ex alunni del Collegio di Mondragone, che egli ha conosciuto e seguìto da ragazzi come educatore, diversi dei quali moriranno durante la Prima guerra mondiale. Anche quando sarà anziano, p. Rocci continuerà a rendersi utile come preside di Mondragone fino al 1944; poi svolgerà il ministero di confessore nelle chiese di Sant’Ignazio e del Gesù, a Roma. Dal 1948 dovrà limitarsi a essere confessore della sua comunità. Infatti nel 1950, dopo due anni di infermità che lo hanno costretto a letto, conclude la sua lunga vita nello scolasticato del Gesù a Roma, amato e rispettato dai più giovani confratelli.

Non coerceri a maximo, contineri tamen a minimo divinum est: i gesuiti hanno considerato queste parole adatte a descrivere la grandezza degli ideali ignaziani realizzati nella piccolezza dell’ordinario. In un certo senso esse descrivono bene anche la vita di p. Lorenzo Rocci.

VITTORIO CAPUZZA
Lorenzo Rocci S.J. Diario (anni 1880-1933)
Roma, Bibliotheka, 2021, 576, € 18,00.

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